Mental Coach:  “le origini del nome”

In realtà mai avrei pensato di avere in Italia questo appellativo “Mental Coach”.

Mi occupavo di Super Learning, di Super Apprendimento, di Memoria, di Lettura Veloce e di Mappe Mentali, ormai in maniera assidua come unica professione da 12 anni e si creò la situazione per ufficializzare il mio apporto sulle potenzialità mentali anche nel mondo dello sport.

Dalla Memoria, dall’Apprendimento, dalla Lettura Veloce, dalle Mappe Mentali, oramai erogavamo per anni anche cose relative alle performance relative alla mente nel suo complesso, come ad esempio: Public Speaking, Disinibizione Oratoria, “Intensive Self Speaking Training”, “Fare Presentazioni ad Alto Impatto ed Efficacia” erogato in Ferrari per quattro anni, “Gestione dello stress” in American Express, “Gestione del Tempo”in ABI.

Insomma da quel settore “dell’imparare ad imparare” eravamo diventati specializzati, come lo siamo adesso ancora di più, nel fornire dei servizi per ottimizzare e migliorare l’utilizzo della nostra mente.

Quando arrivò quest’occasione ghiottissima di allenare mentalmente in Coppa America, che in realtà già iniziava con la Luis Vitton Cup nel 2005 e culminava con l’America’s Cup nel 2007, mi incontrai con l’allenatore della squadra italiana di vela che faceva parte del terzetto italiano presente nella Coppa America mondiale: Roberto Ferrarese, allenatore e Coach di +39 “La sfida italiana all’America’s Cup”.

Da quell’incontro, Lui mi volle assolutamente in questo progetto e si parlò un giorno, proprio nel 2005, dell’appellativo che avrei avuto. Ed io dissi << ma non so.... chiamiamoci: Mind Trainer, Mind Coach>> e Lui disse: Mental Coach è il nome già diffuso negli Stati Uniti.

E così nacque Mental Coach, parola che adesso, voi che leggete questo articolo, trovate in abbondanza su internet, sui quotidiani ed è diventata addirittura una professione con tanto di certificazioni internazionali. La verità, scusate se vi può apparire immodesto, il primo ad aver avuto l’appellativo Mental Coach è stato proprio Andrea Di Martino.

mcTanto è vero che mentalcoach.it, il sito, ce l’abbiamo noi e non abbiamo mentalcoachluigi, ilmentalcoach, thementalcoach….

Quindi: l’allenatore mentale…

Queste mie parole vogliono in realtà, oltre che parlarvi delle origini del nome raccontandovi l’aneddoto, anche chiarire che cosa voglia dire Coach e che cosa voglia dire invece Trainer, visto che poi un altro appellativo che ci siamo dati per far capire che cosa è il nostro modo di fare formazione, cosa fa quindi Andrea Di Martino è: Mental Coach & Emotional Trainer.

La differenza risiede proprio dall’origine semantica in lingua inglese della parola “Coach” e della parola “Trainer”. La parola Trainer oltre ad avere assonanza al verbo “To Train”, (formare, addestrare, preparare qualcuno a fare qualcosa) ha anche la stessa etimologia del sostantivo “Train”, che come ben sapete vuol dire treno. Il treno da che cosa è composto? Da un certo numero di carrozze; la carrozza quindi si chiama “Coach”.
E da cosa deriva la parola Coach?

Da Wikipedia:
“La parola ha origine dal termine francese coche, carrozza o cocchio (derivato a sua vota dall’ungherese Kocsis o dal ceco Koczi). Nel XVI secolo “coche” identificava un mezzo di trasporto trainato da cavalli e condotto da una guida: il cocchiere. Il termine anglosassone invece rinvia il coaching all’ambiente sportivo.[2] Nel XIX secolo in Inghilterra gli studenti universitari verso la fine del proprio percorso utilizzavano il termine coach per indicare i migliori tutor, dando loro titolo rispettoso e autorevole. Negli Stati Uniti, il coach nasce per sviluppare e incrementare la prestazione sportiva; il coach non solo guidava la squadra e la allenava, ma la seguiva dal punto di vista emotivo, la stimolava, creava spirito di gruppo per affrontare gli avversari con maggiore carica e sicurezza. Attraverso la guida costante del coach i giocatori e il team sviluppavano quelle capacità e competenze che rendevano il gruppo stesso motivato, forte e capace di raggiungere gli obiettivi attesi.

Ancora oggi, nei nostri treni italiani, trovate le scritte Coach 1, Coach 2, sulle porte d’ingresso delle relative carrozze.

Quindi quale è la differenza concettuale? Il Coach è relativo ad ogni singola carrozza del treno, molto più vicino al partecipante a cui si può rivolgere con un rapporto One to One.

mcetAnche nel nostro altro sito ☛ mentalcoachandemotionaltrainer.com trovate evidenziata bene, in bianco e nero, la divisione.
Coach, MentalCoach One to One, Emotional Trainer One to Many, cioè Uno a Tanti.

Quali sono le differenze?

Le differenze sono molteplici, ma dipendono anche dall’interesse, cioè se devo prendere qualche cosa come contenuto, mi conviene incontrare un grande Trainer, di certo non un Trainer noioso, non un Trainer solamente intellettivo, che magari mi fa sbadigliare, ma un Trainer che mi Emoziona, che mi accende, che mi tiene viva l’attenzione. Questo è fondamentale!!!

Ecco perché proponiamo Andrea ed altri suoi seguaci, dal punto di vista didattico, come Emotional Trainer, cioè persone in grado di tenere incollata la platea, perché oltre che a parlare palla mente, parlano anche al cuore.

Perché le persone normalmente, quando vanno ai corsi, ritornano un po’ come degli alunni e molto spesso sbadigliano e si annoiano, perché le slide sono piene di informazioni, o perché il tono è sempre MonoTono, o perché non è stato pensato a come dire le cose, ma solo a che cosa dire.

Ovviamente in questa condizione da alunno, “insieme a tanti altri alunni”, acquisirò un contenuto che non sarà perfettamente calibrato su di me. Per calibrarlo su di me, quel contenuto, che è stato destinato a tutto il “treno”, mi serve il Coach, mi serve il Mental Coach. L’ideale sarebbe un Mental & Emotional Coach, perché le Emozioni hanno la loro importanza; mi serve un Coach che si occupa di Me.

E il risultato di questo allenamento, “Uno a Uno” rispetto ad “Uno a Tanti”, “One to One” o “One to Many”, è 4 volte superiore.

Quindi 1 ora passata con un Mental Coach, possiamo così sommariamente dire, che corrisponda a 4 ore passate in un’aula. Due ore sono una giornata intera passata in aula.

E’ chiaro che avere un Mental Coach di valore, di prestigio, non può essere alla portata di tutti, perché stiamo prendendo al Mental Coach la cosa più importante che ha e che è il Suo “Tempo” che corrisponde alla Sua “Vita“.

Per arrivare a tutti, possiamo usare altre formule che sono delle formule, di comunicazione sincrona, quindi sto con il Coach, faccio Skype direttamente con il Coach, ma invece asincrona, cioè comunico con il mio Mental Coach registrando degli audio-messaggi o registrando dei video-messaggi a cui poi il mio Mental Coach, dopo l’incontro sincrono Live, risponde con una fatica minore ed ha una selezione del tempo più ampia e questo a vantaggio di avere un notevole risparmio di tipo economico.

migliora-mentiPoi posso ancora risparmiare, ed avere qualcosa di più distante, andando sull’Accademia Del Miglioramento o su Migliora-Menti (nel menù in alto) e leggermi delle cose scritte o sentire degli audio, vedere dei video, posso in sostanza imparare da casa con un costo ancora inferiore.

Per raggiungere il grande sogno che è il Miglioramento Mentale e il Miglioramento Emozionale, per essere un domani, davvero, un diritto di tutti e non solamente delle grandissime aziende o delle piccole medie imprese che se lo possono permettere o delle persone che hanno cultura ed un potenziale economico per farlo.

Ovviamente, come la palestra che un tempo non era diffusa come adesso, noi sogniamo che il Coach, cioè l’allenatore individuale e il Trainer, o l’allenatore di gruppo, diventino qualcosa di abitudinario.

Il Mental Coach vuole fare questo, nel migliore dei modi con una visione ben chiara: con Entusiasmo, Passione, con la capacità di disciplinare Se Stessi per dare il Meglio e farlo soprattutto con la giusta Etica e la Coscienza di saper fare le cose giuste.

Ecco che qui, partendo dall’origine di Mental Coach & Emotional Trainer,abbiamo condiviso una riflessione su questo affascinante mondo che sta prendendo sempre più piede; un mondo che magari Ti interessa non solo come partecipante, ma anche come protagonista.

Grazie
Andrea Di Martino


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