Testimonianze Mentalcoach.it

Benvenuti nella pagina dedicata alle voci del nostro pubblico su MentalCoach.it.

Qui, abbiamo raccolto per voi alcune testimonianze in ordine cronologico, i commenti e le esperienze condivise dai partecipanti ai nostri eventi, dai lettori degli articoli del blog e dai partecipanti dei nostri corsi.
Questo spazio è pensato per offrirvi una panoramica autentica e trasparente dell’impatto che MentalCoach ha sulla vita professionale e personale di chi ci segue.

Sfogliate i commenti di questa sezione per scoprire storie ispiratrici, feedback onesti e riflessioni profonde che testimoniano la passione e l’impegno che Andrea Di martino ed il team mentalcoch.it mette nel proprio lavoro. La vostra voce è fondamentale per noi, e qui trova la giusta valorizzazione.


Testimonianze:

  • giovanna 27/02/2024 alle 08:49 su Mental Coach – GPTAndrea grazie. So poco di questa materia, ammetto anche di faticare as uscire dalla mia zona di comfort per fare cose note ed utilizzare la tecnologia per quanto mi serve e solo per quello. ma come ci hai stimolati a riflettere, qui non si tratta solo di un aggiornamento software, bensì di una rivoluzione epocale che cambierà certamente le nostre vote e direi soprattutto di tutte le generazioni future. Ho bisogno di aiuto per affrontare il cambiamento, da sola vengo sopraffatta dai miei filtri e dalle mie credenze sviluppate nel corso degli anni. Seguirò con interesse i corsi e mi farò prendere per mano. Grazie sempre dei tuoi spunti. Giovanna
  • erica 11/12/2023 alle 18:32 su Regali EmozionalMente Intelligenti… dal Tuo Babbo MentaleChe spettacolo di regali... Io ho già acquistato quello adatto a me! Bello coccolarsi... Grazie, Babbo Mentale!
  • Andrea 25/11/2023 alle 14:47 su E la tua mente, è distratta?Grazie Maria Chiara, le tue parole mi confermano che tutti gli studi e le ore investite nello studiare la nostra relazione con questo “ nuovo cervello “ accanto a noi, daranno frutti preziosi per noi e per le generazioni che possiamo influenzare con il nostro esempio. Leggi anche il successivo e iscriviti al GroupCoaching dell’11 gennaio 24
  • Maria Chiara 25/11/2023 alle 12:06 su E la tua mente, è distratta?Caro Andrea, questo articolo per me è di grande valore e importanza. Sia come spunto di riflessione su come decido di passare le mie giornate in maniera attiva e passiva (nel tentativo di ridurre al minimo la seconda), sia come madre. Ogni giorno mi chiedo quale sia il modo migliore di guidare i miei figli e in generale le generazioni nate in un mondo già digitale. Ne abbiamo l'obbligo come genitori e adulti in generale, ma mi chiedo come sia possibile farlo quando siamo noi i primi a non capirlo fino in fondo, ritrovandoci spesso a subirlo. Tante volte ho paura di perderli in un mondo virtuale, e cerco di trovare il modo per riportarli nella realtà, affinché possano apprezzarne le bellezze e imparare a difendersi dai pericoli REALI. È la mia missione d'amore e ogni spunto di apprendimento è per me un regalo prezioso. Ciao e grazie.
  • Adriana 15/11/2023 alle 16:43 su E la tua mente, è distratta?Ho letto questo articolo tutto in un fiato...in un soffio di respiro che mi sono concessa come "pausa" da ciò che stavo facendo perché ho "scelto" di lasciarmi distrarre dalle tue parole con l'intento di riflettere su un tema in realtà prioritario: quanto diritto ci concediamo di lasciarci interrompere in ciò che siamo freneticamente intenti a fare per dedicarci a ciò che è davvero importante e di valore per noi? Anche la mia è una domanda senza attesa di risposta perché molto probabilmente la tendenza generale è quella di confondere le distrazioni con la quotidianità e le cose importanti con l'eccezione.Ecco lato mio in questa fase della mia vita il tempo a disposizione per fare cose oltre ciò che DEVO fare è veramente poco...ma in quel devo c'è anche tutto il senso del mio amore nell'essere madre...il resto piano piano trova il suo spazio...applicando i tuoi sempre validi suggerimenti sulla gestione del tempo
  • Stefano Panzarani 14/11/2023 alle 17:09 su E la tua mente, è distratta?Bravo Andrea, bel post, su un argomento quanto mai di attualità. Un tempo, ricorderai, dicevamo che la nostra capacità di attenzione era variabile fra i 45 e i 90 minuti (in realtà lo diceva Ebbinghaus, noi l'avevamo solo ripreso). Oggi i vari studenti o lavoratori riescono a malapena a concentrarsi per 20-25 minuti, per quanto ci siamo abituati a ricevere sms, whatsapp, messenger, mail, skype, telefonate e tante altre possibilità di interruzioni. Infatti, la vera e propria distrazione, cavillando, non esiste. Esiste solo l'attenzione, che può essere rivolta ora a questo, ora a quello, anche con cambi di attenzione di pochi minuti o addirittura secondi. Il problema fondamentale è che l'attenzione viene "attirata" o addirittura "catturata" da mille distrattori. E sono d'accordissimo con Andrea che quello che ci vuole è l'abilità di riprendere il controllo della nostra mente, per poter finalmente essere noi a decidere su cosa puntare l'attenzione. Un buon consiglio, quando dobbiamo svolgere un compito importante, di studio come di lavoro, è quello di "spegnere tutto" e isolarsi, eliminando le innumerevoli fonti di distrazione. Come primo risultato si scoprirà che ci mettiamo molto di meno a fare ciò che dobbiamo fare. E poi ci sarà la sorpresa di ritrovare tutto com'era una volra riaccesi i vari dispositivi. Il mondo va avanti anche senza di noi.
  • giovanna 10/11/2023 alle 21:33 su E la tua mente, è distratta?Andrea che ispirazione!!! Da quando me ne hai parlato la prima volta mi ritrovo in ufficio tutta concentrata con la mia tazza di caffè in mano, quando sono ancora sola e potenzilmente senza distrazioni. Però, ecco che arriva una mail e mi distraggo. Ma grazie alle cose che ho capito, me ne accorgo. E lavoro per migliorare. ho la sensazione che sempre di più la tecnologia mi porti lontano dalla vita reale, mi tenga distante da ciò che conta per me. il tuo articolo è bellissimo perchè mi dà anche delle basi neuroscientifiche per comprendere questo fenomeno, e lo rende ancor più rilevante. il mio tempo su questa terra lo voglio vivere focalizzata, presente, tutta in quel punto in quel momento preciso. E non mi va di distrarmi. I tuoi esempi così vivi sono nella mia mente e rimarranno lì per un bel pò. Mi è venuto da sorridere pensando che chi ti guardava pensava che ti stessi distraendo mentre in realtà stavi scrivendo un articolo sul come stare focalizzati! Grazie per questi spunti. grazie per avere messo in parole belle e eleganti e colorate, grazie per avermi dato ancora una volta immagini che mi aiutano a sentirmi meglio e sempre più focalizzata su ciò che veramente conta: vivere qui, ora. Tutto il resto è noia...come diceva qualcuno.
  • Erica 10/11/2023 alle 15:20 su E la tua mente, è distratta?Come è vero Andrea... Forse riceviamo costantemente troppi stimoli o più semplicemente stiamo perdendo la capacità di restare focalizzati sul momento presente! Io ad esempio faccio uso spesso dei promemoria sul cellulare, che a volte mi portano a distrarmi su quello che sto facendo in questo momento, magari un lavoro urgente ed importante. Questo crea un danno, perdo l'attenzione, magari per un promemoria che non è poi così urgente in quel momento visualizzare! Mi capita a volte di vedere camminare persone con il cellulare in mano, persone che si perdono la bellezza del luogo, proprio come dici tu. Che peccato... Quando ad esempio voglio dedicare tempo a me stessa, il mio compagno, la mia famiglia, spengo il cellulare. Tutto il resto diventa rimandabile e sento un senso di pace e serenità! La stessa cosa prenderò il coraggio di farla durante un lavoro urgente e delicato, così da non essere interrotta in alcun modo. Sicuramente ne guadagnerò in salute mentale e nel compito che sto svolgendo!
  • Sabina 20/10/2023 alle 12:35 su E tu, parli con il cuore?Per me l’oratore perfetto è come un grande danzatore: non solo conosce perfettamente i passi (cervello), ma respira con la musica e con il pubblico (cuore). Per quello ci arriva il suo messaggio. Altrimenti sarebbe solo ginnastica.
  • Erica Busato 20/10/2023 alle 10:28 su E tu, parli con il cuore?Tanto vero! Anche in questo caso è necessario quel perfetto equilibrio tra mente e cuore, così potente quanto difficoltoso da raggiungere. Ma possiamo "allenarci", fare tesoro delle nostre esperienze per valutare noi stessi cosa possiamo modificare e migliorare per stare bene prima di tutto noi e di conseguenza riuscire a far stare bene anche gli altri!
  • Giovanna 10/10/2023 alle 23:07 su E tu, hai coraggio?Caro Andrea. Come sempre mi colpisci al cuore. E non perché ci siamo sposati e so tanto di te, ma perché ogni volta mi stupisci per come sai mettere le cose a posto. Dall’inizio alla fine costruendo una storia che appare subito sensata a chi la legge. Rispondo. SI, ho coraggio. E lo dico in maniera forte e vibrante. E lo dico consapevole e fiera. E sei stato proprio tu che mi hai insegnato a dirlo senza vergognarmi. A dirlo se sento che è proprio così. Nella mia vita sono passata attraverso situazioni difficili, perdite, perdoni, segreti irrisolti, ma sono sempre riuscita con coraggio, umiltà e determinazione a rimanere collegata a me stessa anche quando mi sarei potuta perdere. E nella vita professionale ho dato e preso, ma qualche volta ho anche subito. E anche lì, non mi sono tirata indietro e, con coraggio, ne sono uscita a testa alta. Lo ripeto, mi hai insegnato tu a essere capace di dirmi queste cose e dirle con la fermezza di chi non ha paura di sembrare supponente. Sto solo dicendo, in sintesi, che sono un essere umano fallibile e fragile che dalle difficoltà è risorto varie volte. E ogni volta ha imparato qualcosa per la volta successiva. Questo significa certamente che ho imparato a vivere coraggiosamente! Grazie per illuminarmi sempre la strada con quello che insegni e per come lo fai.
  • Andrea 09/10/2023 alle 14:04 su E tu, hai coraggio?Ricordo l’esame di Botanica Farmaceutica a cui presi 30, mai mi sarei aspettato di essere elevato a Botanico della Mente! Ti commento dalla Natura meravigliosa della GigiA in Toscana e mi arrivi al cuore. A Te che leggi invece credo di poter condividere che commenti così hanno il valore di un articolo ! Andrea
  • Roberto 05/10/2023 alle 23:18 su E tu, hai coraggio?Il coraggio della mia amica Sabrina, che pur sapendo di andare incontro alla morte, vistosamente incombente, nn ha mai smesso di vivere, ed in quel coraggio mostrarsi più forte che mai.... Sabri hai lasciato un segno per sempre nella mia vita 🙏🙏
  • Graziano 05/10/2023 alle 21:33 su E tu, hai coraggio?Ciao Andrea. Quando ho letto la tua domanda, ammetto di non avere avuto subito pronta una risposta. Un tempo di avrei detto un "SI" di pancia. Adesso ti direi "SI, quando serve". Ho ripensato al coraggio che ho avuto quando ho partecipato al lancio di tre start ups, a quando ho proposto idee a cui prima nessuno aveva mai pensato, al coraggio di affrontare i vari cambiamenti che hanno bussato alla mia porta e ai quali ho detto "entrate pure"... Oggi so distinguire il coraggio dalla spavalderia e sventatezza. Prima di agire di istinto considero le implicazioni e soprattutto gli effetti collaterali. In particolare mi soffermo a pensare agli effetti che le mie azioni "coraggiose" potrebbero avere sulle persone che amo. E questo mi fa riflettere sul fatto che forse dovrei consentire anche ai miei figli di essere più coraggiosi. Siamo chi siamo grazie alle nostre esperienze, ai nostri errori, al nostro coraggio. E questo stesso coraggio che mi ha fatto diventare adulto, mi spinge a proteggere le persone che sono importanti per me. E quindi mi chiedo "non é che proteggendole, sto togliendo loro la possibilità di essere e diventare coraggiose" ? In mio aiuto arriva la parola che hai associato a coraggio: "ottimismo" e quindi con tanto ottimismo auguro a tutti una vita felice e piena di ottimistico coarggio 🙂
  • Erica Busato 02/10/2023 alle 14:25 su E tu, hai coraggio?Coraggio... una parola importante! E mai come negli ultimi anni ne ho tirato fuori! La sfida è sempre dietro l'angolo, concludi un processo in cui il coraggio ti ha dato soddisfazione e inizia subito una situazione nuova da affrontare coraggiosamente! Ho imparato con il tempo ad "osare", superare, rimuovere barriere e so che questo mio percorso è solo all'inizio! E quando mi guardo indietro per osservare quanta strada ho fatto, quanto coraggio ho tirato fuori, poi guardo nuovamente avanti e mi accorgo di quanto, ancora, ne farò! Un tempo ero convinta fosse bello "arrivare", ora ho capito appieno quanto sia importante "andare"!
  • Manuela 01/10/2023 alle 18:53 su E tu, hai coraggio?Caro Andrea, come sempre lanci tanti semini a germogliare nelle nostre menti. Alcuni danno vita a piante a rapida crescita, che accendono risposte fino a quel momento ignote. Per esempio, mi sono trovata a chiedermi se avevo ancora il coraggio di me ragazza e una vocina interiore mi ha suggerito che si, anzi di più, perché ora ho il coraggio di ammettere i miei errori e di prendermene le responsabilità. Ci ho pensato su un po' e mi sono detta che si, in effetti lo sono ancora e con un senso anche più costruttivo... Poi ci sono i semini che danno piante più carnose e annuali che hanno richiesto un po' più di tempo, ma con le risposte ai temi importanti... In effetti ho scoperto di avere ancora il coraggio di cambiare tutto, di mettermi alla prova, di cadere e rialzarmi senza per questo rinunciare ad un nuovo oggi e domani. Per finire ci sono i semini dei baobab, con le loro profondissime radici affondate nel caldo e grasso humus del mondo ctonio e la chioma svettante fino a sembrare di poter accarezzare il cielo. Ecco, questo albero è lì e so che sta lavorando per permettermi di capire i misteriosi umori della terra per guardare oltre l'immaginato andare oltre, perché credo che questa visione richieda un particolare coraggio, intriso di saggezza. Ormai dopo tanti anni posso dire che ho beneficiato di tanti di questi tuoi semini, da quel botanico della mente e cuore che tu sei, e si sa, un modo verde e rigoglioso è senz'altro più bello e per questo, con l'amicizia che tu sai, che ti dico sempre: Grazie!
  • Adriana 19/09/2023 alle 17:58 su E tu, ti senti rigenerato?Eccomi Andrea....ho letto in unico fiato...quello che mi resta in queste giornate di rientro lavorativo che tolgono il respiro...quel respiro che è tanto necessario rigenerare e rigenerare bene durante le vacanze.Ultimamente però un pensiero fisso occupa la mia mente perché in realtà è un desiderio: riuscire a trovare il modo di ricreare un pezzetto di "vacanza" ogni settimana ...quanto basta per "riprendere fiato" dagli impegni e preoccupazioni di lavoro e famiglia...per ricominciare ogni lunedì carichi e energizzanti....perché se non facciamo così arriviamo all'estate che quei giorni di vacanza NON BASTANO! Ecco come sto io...in debito di ossigeno...di relax e di vacanza....quasi quasi tornare a lavorare diventa paradossalmente il mio momento per riprendere fiato!
  • Graziano 19/09/2023 alle 15:45 su E tu, ti senti rigenerato?Ciao Andrea e grazie per aver condiviso questa riflessione. Per uno strano allineamento astrale, coincide con un pensiero che mi sta frullando in testa in questi giorni e che recita "che cosa ti sei portato a casa dopo questo periodo di vacanza ?". Al di là delle temperature più calde e le giornate più lunghe non mi sento di aver fatto qualcosa di così straordinario da dire "mi sono rigenerato e ho caricato le batterie pronto ad affrontare un nuovo anno di fatiche". Ho imparato nel tempo che le batterie vanno regolarmente caricate affinché questo diventi una sana abitudine. Ho incontrato molte persone che erano abituate a prendere fiato una sola volta l'anno e poi - guess what - quando vanno in pensione si ritrovano a dover fare i conti con giornate vuote e prive di significato. Credo molto nel volersi bene ogni giorno. Se porti l'auto in garage una volta l'anno potresti prima o poi ritrovarti a piedi. E' solo con una sana routine periodica che le cose durano, le amicizie crescono, il corpo e la mente funzionano al meglio, gli affetti ricevono il loro nutrimento.... Concludo con un piccolo aneddoto. Abbiamo alcune piante in giardino e ci siamo dimenticati di bagnarle per alcuni giorni. Al rientro a casa abbiamo cercato di "rianimarle" dando loro tanta acqua ma - anche loro come noi - forse hanno bisogno di ricevere meno acqua ma regolarmente. Un abbraccio !
  • Erica Busato 19/09/2023 alle 14:06 su E tu, ti senti rigenerato?Ciao Maria Chiara! Ti ringrazio per aver risposto. Spero di conoscerti al prossimo EQ Cafè. Mi unisco al tuo buon inizio a tutti! Erica
  • Maria Chiara 19/09/2023 alle 12:00 su E tu, ti senti rigenerato?Ciao Erica! Non ti conosco ma mi piace quello che scrivi. Anche io penso subito al primo giorno di scuola, e mi piace adesso come allora. In attesa di nuovi interessanti spunti sul tema del coraggio (un tema a me tanto caro), non posso che augurare a tutti un buon inizio!
  • Giovanna 19/09/2023 alle 10:10 su E tu, ti senti rigenerato?Ciao Andrea. Si mi hanno dato molto. Perché soprattutto ho potuto stare con la mia famiglia. Ho letto con molto interesse quello che scrivi perché invece penso di non avere fatto tesoro abbastanza dell’effetto a lungo termine e delle lezioni che avrei potuto imparare. Da questo bellissimo articolo mi porto a casa questo ed anche la possibilità di amare un po’ di più il lunedì. E ancora una volta la consapevolezza che tutto, alla fine, dipende da ciascuno di noi. Grazie a te per le riflessioni
  • Erica 18/09/2023 alle 15:09 su E tu, ti senti rigenerato?Ciao Andrea! Le vacanze di quest'anno sono state fonte di ispirazione e nuove idee sul come sia meglio per me e i miei clienti svolgerle! Mi hanno dato più di quello che mi aspettavo, proprio perchè pensavo ad un semplice relax e invece ne ho ricavato ispirazione e illuminazione per la ripresa! Amo la vacanza quanto il rientro, un po' come era il primo giorno di scuola a suo tempo! E questo è possibile grazie al fatto che svolgo il lavoro che desideravo!
  • Micaela 20/06/2023 alle 23:51 su E Tu, ti fidi?Mi sono lanciata in una sfida importante, situazione oltre la mia zona di confort. E' dura, è durissima, alterno picchi di gioia a picchi di sconforto. Mai come in questo momento avevo bisogno di questo EQ cafè e di questo argomento. Sono felice di leggere che "Solo se noi facciamo delle cose al di fuori della nostra zona di comfort abbiamo la possibilità di migliorare." Ho bisogno di aumentare la consapevolezza che posso farcela. La fiducia alimenta la motivazione, e più hai aspettativa di riuscita più sei motivato ad impegnarti. Non vedo l'ora di esserci, ho fiducia che dopo domani sarà un giorno diverso per me.
  • Gianluca 08/06/2023 alle 15:04 su E Tu, ti fidi?Ciao Andrea, veramente un bell’articolo, pieno di spunti e stimoli...come al solito! Per me la fiducia è un argomento complesso, forse troppo da trattare in un commento. Potrebbe sembrare un commento da chi non ha fiducia, vero? E’ invece è proprio il contrario, io tendo sempre ad aver fiducia “ex ante”, fiducia più negli altri e nel “sistema” che in me stesso... proprio per questo mio atteggiamento, non opportunamente gestito, spesso la fiducia si è rilevata un’arma a doppio taglio. E’ vero, quando abbiamo fiducia in noi stessi, nei nostri collaboratori o partner, in quello che vogliamo realizzare si scatenano una motivazione e un engagement incredibili, si trovano energie anche quando si credeva di non averne più...ma si potrebbe rischiare di essere su una Formula 1 a cui qualcuno ha sabotato i freni... e allora l’Ottimismo potrebbe essere lo strumento che ci aiuta, facendoci vedere tutte le alternative che possiamo avere anche se le cose andassero in maniera diversa da quanto previsto. E’ un po’, secondo me, come con l’empatia: è bellissimo averla, ma poi devi essere in grado di gestire tutte le emozioni che ti arrivano dalla connessione con l’altro... Quindi è giusto allenare la fiducia, l’ottimismo e tutte le altre competenze dell’Intelligenza Emotiva per riuscire a gestire al meglio tutte le opportunità che ci si presentano e a vivere una vita più consapevole e che ci permetta di raggiungere grandi obiettivi. Ci vediamo all’EQ Café del 21! Grazie! 🙂
  • Erica 06/06/2023 alle 13:10 su E Tu, ti fidi?La fiducia è un qualcosa di meraviglioso! Averne significa aver posto in sè stessi mattoni solidi per costruire la nostra casa interiore. E questo ci consente di alzare di volta in volta nuovi piani di comunicazione e confronto rivolto agli altri! Partiamo da noi per arrivare al mondo fiducia, partendo da una base solida per arrivare in alto, tanto in alto!
  • Adriana 05/06/2023 alle 21:03 su E Tu, ti fidi?Questa volta la lettura delle tue parole, Andrea, arriva proprio come un segnale e un invito: respira e abbi fiducia in te stessa Adriana! Ebbene sì il valore che di solito assegno alla fiducia in me stessa è almeno 8 perché ho imparato che è più conveniente e che mi salva dall'ansia e dalla paura di non essere perfetta.Mi spiego: quando mi capita di affrontare qualche sfida mi concentro su ciò che rientra sotto la mia sfera di controllo il resto è altrove e magari non sempre dipende da me ma si, anche su quel resto scelgo di esercitare fiducia perché a mio parere solo così si autoalimenta un circuito di ottimismo che diventa contagioso.Della serie " io intanto mi anticipo che alle brutte la delusione sarà comunque sopportata e affrontata meglio"...ma per la legge dell'attrazione fiducia attira fiducia ...questo è il mio approccio ormai da un bel po'.Grazie per questo articolo ...domani per esempio ho una docenza sfidante e sarà una di quelle situazioni. Daje...a me stessa!
  • Andrea 17/04/2023 alle 16:46 su E tu, che emozioni stai allenando?Grazie dello splendido commento Maria Chiara! Si abbiamo la Scelta, nessuno sta dicendo che sia facile. Mi interrogo anche però su un altro concetto : l'accettazione. Ci hanno un pò convinto che non è bello essere ad esempio " tristi o giù di corda " e facilmente tentiamo di fare qualsiasi cosa per evitare di esserlo. Ci sono metodi in voga come esagerare con il libro, con qualche serie Tv, o con alcool o altro; ci sono poi metodi più scientifici come nella formula Stato d'Animo = F+ R.I. + L, che Tu probabilmente ricorderai. In ogni caso siamo poco allenati all'accettazione e a dare il benvenuto anche ad emozioni meno piacevoli. Ecco ispirato dal tuo riferimento alla primavera, voglio avere anche il coraggio di dire che in giorni come questo, con un brusco rientro delle temperature invernali, almeno qui in Toscana, sull'Amiata, non mi sento così in forma come ci aspetta il mondo da me, c'è poca voglia di fare, un velo neanche così sottile di tristezza. Certo posso giustificare con un lutto in famiglia e con altre questioni magari dovute ai tanti impegni professionali così sfidanti, posso nel contempo anche accettare appunto e concedermi di esserlo, in un giorno un pò più leggero da impegni formativi e avere a mio avviso anche il coraggio di scriverlo qui. Grazie per lo stimolo:-)
  • Maria Chiara 11/04/2023 alle 22:42 su E tu, che emozioni stai allenando?Noi siamo le emozioni che alleniamo. Che bello! Amo questo concetto: non è quello che ci capita o che ci è capitato a definire chi siamo, bensì il modo in cui rispondiamo ad esso: le azioni e le emozioni che scegliamo di mettere in campo come risposta lo sono. Quelle che esercitiamo ogni giorno (consapevolmente o meno). Le buone notizie sono 1. Che abbiamo sempre possibilità di scelta 2. Che più ci alleniamo e più ci risulterà semplice seguire dei nuovi pattern. L'allenamento può essere tosto, ma vuoi mettere la soddisfazione di osservare il cammino percorso? In queste giornate di inizio primavera il mio esercizio è ascoltare, piacevole e serena osservarvazione di ciò che mi mette in comunicazione con gli altri... proprio come si osservano delle foglioline appena nate o un fiorellino appena spuntato. Un caro abbraccio a te e una buona rinascita a tutte le meravigliose persone che ti seguono nel fantastico viaggio diretto a offrire la nostra migliore versione al mondo.
  • matteo lombardi 17/03/2023 alle 10:59 su E tu, che emozioni stai allenando?Quello della spugna è un concetto fondamentale nella mia esperienza. Siamo ciò di cui ci siamo inzuppati e possiamo dare ciò che abbiamo ricevuto. Sta a noi scegliere ciò che vogliamo essere, perchè è ciò che potremo realmente donare
  • E tu, che emozioni stai allenando? - Andrea Di Martino | Mental Coach Roma - Milano 16/03/2023 alle 18:15 su E tu, lo usi il filo interMentale?[…] è premeditato o pianificato ma, molto probabilmente, questo articolo segue il solco tracciato da un articolo precedente, un articolo che sta riscuotendo molto successo, come mi testimoniano i dati di analisi ma, […]
  • Federica 09/02/2023 alle 23:43 su E tu, lo sai qual è il tuo Perchè?Quando la vita ti mette l'urgenza di crescere, è facile dire alla bambina nell'età dei perchè " basta fare domande, non abbiamo tempo, DOBBIAMO crescere!". Ma comunque, quella bambina dentro di te mai cresciuta, ha tante domande da fare e non ha mai smesso di chiedersi "perchè?": perchè le persone fanno e dicono determinate cose, perchè la vita ti porta a fare determinate scelte, perchè quello è cosi o quell'altro è colì! Io non ho mai smesso di chiedermi il "perchè" di tante cose, di tante scelte che ho fatto, di tante cose che mi sono accadute. Il perchè del comportamento di tante persone... a molti non ho saputo dare una risposta e intanto l'urgenza di crescere era sempre di più. Probabilmente per questo, ho messo da parte il mio lato "artistico" (molto spiccato), per far emergere la parte logica e razionale, più sicura: tutto è causa / effetto. Probabilmente è anche per questo che ho scelto i numeri come mestiere: lineari, confortevoli... a volte anche rilassanti. Ma il conflitto interiore tra la parte creativa bizzarra e artistica, e quella pacata logica e razionale è sempre stato troppo forte, e la parte ribelle e fuori dagli schemi alla fine è venuta fuori in età adulta. Nel tempo ho imparato che non a tutti i perchè si può rispondere, ed ho imparato a lasciar andare ciò che non ha una spiegazione; ho imparato a vivere nel qui e ora, sopratutto negli ultimi anni, ed ho imparato a dire NO. Questo grazie alla costante ricerca del "perchè!". Ho imparato che se non stai bene in un posto o in una situazione, visto che non siamo alberi, possiamo sempre cambiare se lo vogliamo... e se abbiamo un forte "perchè" ci domandiamo anche fortemente "come?!?!?". Il mio perchè? Ne ho troppi.... ancora non ho capito bene cosa voglio fare da grande, ma di sicuro ho capito cosa non voglio vivere, cosa non voglio essere!
  • Adriana Buccoliero 09/02/2023 alle 09:39 su E tu, lo sai qual è il tuo Perchè?Andrea in questo articolo ritrovo quella potenza evocativa che alcune parole sanno esercitare quando riescono a toccare le corde del cuore e stavolta quelle corde riguardano il tema della costruzione di senso che diamo alle nostre vite sin da quando siamo bambini, perché appunto come dico sempre anche io, solo se impariamo a unire i puntini delle nostre scelte fatte tra passato e presente allora potremo scoprire la forma che stiamo dando al nostro futuro.Mi spiego meglio. Concordo con te nel definire il perché del passato come qualcosa che può spiegare alcuni eventi accaduti e diventa così un perché di causa/effetto ma il perché che guida ogni nostra azione oggi è invece un faro che illumina la direzione per darci modo di costruire una strada ricca di belle cose che magari anche a qualcun altro possono servire.Ecco il mio perché e scopo nobile in tutto ciò che sono è proprio quello di aiutare le persone ( e ancora meglio se in una squadra affiatata di colleghi come siamo noi) a "brillare" e individuare in se stesse quel faro così unico e speciale così che possano trovare la loro strada. Contribuire ad un "urbanistica" della felicità non solo personale ma "eudaimonica", che contribuisce al bene comune. E qui passo e chiudo che ce ne sarebbe da parlare...magari continuiamo al tuo EQ caffè del 15 febbraio...che di certo sarà uno di quegli incontri belli belli con la magia che sa creare la formazione quando ci fa dire "wow non ci avevo mai pensato"!
  • Graziano 08/01/2023 alle 18:41 su E tu, lo usi il filo interMentale?E' stato molto bello leggere il tuo articolo ma soprattutto utile. La devastante semplicità della similitudine ha un avuto un effetto multiplo nei miei pensieri, facendomi riflettere molto sul mio vissuto quotidiano. In effetti mi capita spesso di cercare stimoli che sono molto simili alle caramelle e ai dolci. Gradevoli, appaganti, quasi un premio che però hanno anche effetti collaterali negativi. "One second on your lips, forever on your hips". Ricordo che sentii questa frase a New York nel 1997 e da allora la utilizzo ogni volta che vengo tentato. L'obiettivo quindi é convincerci che "prevenire é meglio che curare" e quindi giusto usare il filo interMentale, ma ancora più giusto evitare di nutrire il nostro cervello di scorie. Mi prenoto quindi un posto nel villaggio dei "denti bianchi", sapendo che mi presenterò all'ingresso con qualche residuo di cibo tra i denti. Un abbraccio 🙂
  • giovanna baldo 05/12/2022 alle 16:13 su E tu, lo usi il filo interMentale?questo articolo è bellissimo, mi fa venire voglia di fare pulizia nel mio cervello. Per me è davvero non facile metabolizzare questo concetto, nonostante tante spiegazioni...ma non so perché ho la sensazione che il Filo Intermentale possa essere lo strumento giusto per farmi sentire un ALERT tutte le volte che necessito di pulizia. C'è molto bisogno di ordine e disciplina nel cervello...nel mio sicuramente. Grazie Andrea per questa bellissima proposta per come l'hai scritta!!!
  • Alessandra 04/12/2022 alle 15:43 su E tu, lo usi il filo interMentale?Complimenti Andrea per questa bellissima similitudine che ci fa capire in modo chiaro quanto sia importante fare pulizia anche nelle nostre menti per vivere meglio. Non abbiamo più l’abitudine di osservare il bello…..io tendo a liberare la mente osservando la natura mentre passeggio, ascoltando i suoi suoni, osservando un quadro, un’opera d’arte! Cercando di distogliere la mia attenzione da tutte quelle troppe notizie negative che ci riportano quotidianamente!!!! Ho imparato anche a scegliere le amicizie e ad allontanarmi da quelle persone negative che spesso i problemi se li creano da soli! È davvero bello fare pulizia anche nella mente!!!…. Per imparare a vivere meglio e vedere realmente ciò che è fondamentale nella vita!!! Grazie per i consigli!!!
  • Federico Villani 02/12/2022 alle 20:33 su E tu, lo usi il filo interMentale?Bella questa parola e questo articolo, li trovo simpatici e stimolanti in una riflessione di pulizia, mentale, e perché no, emotiva. ...ma pcome riconoscere di averne bisogno? e perché dovremmo farlo nella fretta di tutti i giorni? E perché non integrare nell'articolo le implicazione che la "mente sporca" porta con se per aiutarci ad agire? (es. malumori, idee malsane sulle persone intorno a noi che complicano le relazioni, stress, idee non buone su di noi, preoccupazioni, ecc, ecc, ecc) infatti se non le riconosciamo, difficilmente agiamo per "pulirla". Abbiamo tutti bisogno di una pulizia, ogni giorno/settimana/mese, sarebbe utile schedularlo nella routine quotidiana lavorativa, in modo semplice, veloce pratico e pulito...chissà come si uscirebbe rinfrescati 😀
  • Lorenzo Fariselli 01/12/2022 alle 09:29 su E tu, lo usi il filo interMentale?Mi è sempre piaciuto il concetto di filo intermentale, da quando l’ho sentito uscire dalla tua bocca nel 2016 circa! Mi ha catturato perché mi ha divertito e ho anche ritrovato in questo concetto uno strumento pratico che posso utilizzare con intenzionalità. Facile? No! Ma sicuramente possibile perché è nelle mie mani. E allora è una grande risorsa per rimuovere qualche volta in più pregiudizi, bias, pattern, dandomi la possibilità di scegliere una versione diversa di me stesso da proporre a chi mi sta attorno. Grazie Andrew!!
  • Giuseppe Urzi 30/11/2022 alle 20:49 su E tu, lo usi il filo interMentale?Caro Andrea, sono molto colpito da questa assonanza tra interdentale e interMentale che trovo assolutamente geniale e funzionale. La cosa che mi tocca in particolare, tuttavia, e che scende in profondità facendomi riflettere su alcune mie scelte, è la giusta considerazione del piacere; molte cose infatti ci danno una gratificazione immediata, ma mentre ce la danno, ci stanno già facendo male. Analogamente possiamo dire che non tutto ciò che ci provoca dolore o dispiacere ci fa male, anzi... Ti ringrazio per avermi fatto riflettere profondamente su un aspetto importante del mio essere. Un saluto.
  • Adriana Buccoliero 30/11/2022 alle 20:35 su E tu, lo usi il filo interMentale?Simpaticamente serio questo articolo caro Andrea e mi riporta al tema della scelta...e in questa parola semplice e potente tutta la forza "pulente" per fare spazio e ordine preparando il terreno per innestare pensieri "puri" e positivi.
  • E tu, lo usi il filo interMentale? - Andrea Di Martino | Mental Coach Roma - Milano 30/11/2022 alle 10:01 su E tu, quanta energia vitale hai?[…] a quello interMentale, sarà indelebile; uno scambio di lettera a cui avevo già fatto riferimento nello scorso articolo e che ora voglio sviscerare insieme a […]
  • Danilo Mecozzi 21/11/2022 alle 15:17 su E tu, quanta energia vitale hai?Come sempre Andrea sei una fonte davvero illuminante di spunti motivazionali ed esercizi di miglioramento. Questo articolo lo annovero tra uno dei più potenti che io abbia letto. Non avevo mai pensato a suddividere i livelli di energia negli ambiti da te proposti e mi fa piacere dirti che mi sono stati davvero di aiuto. Grazie a questo tuo contributo ho potuto rivedere gli ambiti principali della mia energia e misurare a che punto ero. Ero un pò giu in ambito fisico e seguendo le tue indicazioni ho aggiunto determinati esercizi fisici. Ero giù di tono a livello mentale ed emozionale e ho scelto inserire momenti nella mia giornata in cui mi sono preso tempo per me e riflettere. In questi momenti di riflessione ho potuto concentrami sui pensieri che maggiormente mi abitavano la mente, le emozioni che stavo vivendo e le azioni che ne conseguivano… L’energia mentale ed emozionale è subito risalita e la mia vita ha ripreso l’entusiasmo che aveva perso. Sei davvero grande Andrea e ti sono grato per la tua dedizione. PS: ci vediamo all’EQ-Cafè! Danilo
  • Roberta 14/11/2022 alle 18:51 su E tu, quanta energia vitale hai?Dedicare attenzione all’energia vitale per me è fondamentale. E’ bellissima l’idea del mese della prevenzione mentale. E’ uno stimolo a dedicare il nostro focus all’energia che, nelle sue diverse forme, ci sostiene e ci fa andare avanti. La distinzione tra energia fisica, energia mentale, energia emozionale ed energia spirituale fa molto chiarezza e ci aiuta ad identificare le sorgenti di questo flusso spesso “ballerino”. Avere cura di ciascuna di queste forme crea un circolo virtuoso che si autoalimenta. Ci dà forza fisica. Ci consente di avere pensieri limpidi e di trovare le alternative per essere emotivamente più intelligenti. Consente alle nostre emozioni di manifestarsi per viverci con gioia e passione dispiegando le forze della nostra motivazione. Ci connette con la Natura, con l’infinito del cielo stellato, con la profondità del nostro respiro, con la forza di credere nel Soprannaturale e nei suoi messaggi. In questi giorni c'è stata una eclissi totale di luna non visibile in Italia perché sarà tra le 11.16 e le 12.40. Pur non visibile abbiamo potuto percepirla per il flusso di energia che ha prodotto. Sono i misteri dalla Natura, del Cosmo e del Divino che possiamo imparare a riconoscere per colorare la nostra vita e mantenere un flusso di gioia e gratitudine, fonti continue di nuova energia. Che cosa ci fa muovere e alimenta questo percorso di continuo miglioramento? La risposta che il mio cuore mi sta trasmettendo è: la connessione con gli altri. Il rapporto con gli altri mi è di costante stimolo e mi dà forza. Indirizza verso l’azione la mia energia, i miei pensieri e le mie emozioni. Spesso fa dissolvere le mie paure, i miei blocchi e le mie incertezze. Mi trasmette forza e voglia per fare di più. La centratura con me stessa resta però sempre la base. E’ lì che cerco le risposte per gestire la mia energia riconoscendo i suoi ritmi e i suoi tempi durante il giorno e la settimana. Il mese della prevenzione mentale mi è di ulteriore stimolo nella mia ricerca verso lo stare bene per me, per gli altri e per il Mondo. Grazie Andrea per l’importante stimolo alla riflessione e al miglioramento che ci dà il tuo articolo.
  • Simone Nobile 14/11/2022 alle 11:48 su E tu, quanta energia vitale hai?Ciao Andrea. Bellissimo questa riflessione. Il fatto stesso di avere consapevolezza sulla nostra energia mi fa apprezzare e successivamente lavorare su come usarla al meglio, preservarla e come aumentarla ogni giorno. Mi piace davvero tanto l’energia emozionale dove sto iniziando a lavorare per far si che ogni giorno possa prima capirla al meglio e poi utilizzarla. Passo dopo passo grazie a te e all’ intelligenza emotiva. Ci vediamo on line all’EQ- Cafè! Grazie!!!SN
  • Andrea Crudele 08/11/2022 alle 15:00 su E tu, quanta energia vitale hai?Ciao Andrew (mi piace questo modo di salutarci ;-)), leggere il tuo articolo mi ha fatto provare diverse emozioni e riflessioni. Mi sento di condividere quella che mi proviene dal Cuore, ovvero che siamo fatti di energia ed è lei a tenerci connessi e collegati al Tutto..ognuno di noi è responsabile del proprio stato di SALUTE, e siamo chiamati a prendercene CURA in un ogni piccolo passo di vita quotidiana. Amiamoci come il nostro Creatore e Madre Natura fanno continuamente da sempre, e contribuiamo a rendere questo mondo più bello e più felice..
  • Salvatore 08/11/2022 alle 14:44 su E tu, quanta energia vitale hai?Grande articolo, con contenuti di altissimo livello. Nello specifico mi ha colpita la parte relativa alle diverse energie, e a come queste tra di loro possano interagire per aiutarci a vivere la nostra esistenza in modo diverso.
  • Adriana 08/11/2022 alle 10:39 su E tu, quanta energia vitale hai?Caro Andrea leggere il tuo articolo mi ha permesso di riflettere come sempre e di ispirarmi.E il pensiero che attraversa la mia mente e che risponde alle tue domande è racchiuso in una parola per me in questo momento ENTUSIASMO...nel senso antico del termine come era inteso presso gli antichi filosofi: condizione dello spirito sotto l'urgenza esaltante dell'ispirazione divina. Ecco, credo che la vitalità si rinnova quando ci buttiamo nella nostra quotidianità del "fare" dando senso e significato perché in qualche modo stiamo rispondendo al nostro "perché" in questo mondo ..in ogni semplice passo...in ogni semplice gesto
  • Graziano 15/02/2022 alle 20:06 su E tu, perdi le staffe?Mentre leggevo questo articolo, la mia mente é stata teletrasportata ad un fatto che mi é accaduto anni fa ed é rimasto nei miei pensieri come monito alle trappole emotive nelle quali possiamo facilmente cadere. Ricordo che ero in motorino (un Garelli Gulp Flex grigio e rosso, anno 1974) e avevo due borse posteriori nelle quali riponevo alcuni attrezzi di prima manutenzione (cacciavite, straccio, pinza) nonché una giacchina antivento e antipioggia. Mentre viaggiavo su una stradina sterrata, ricordo l'avvicinarsi graduale di un'auto che iniziava a suonare il clacson. Di primo acchito ho pensato che l'auto chiedesse strada e quindi mi sono fatto da parte. Ma niente, di nuovo due colpi di clacson...."e dove posso andare ? Mi devo buttare nel fosso che costeggia la strada?" Passano un paio di minuti e ancora due colpi di clacson. A quel punto é partito un sentito "v............." con tanto di gesto della mano. Mi sono fermato e con tono minaccioso ho aspettato che il conducente mi affrontasse. Ricordo ancora di come mi sono sentito nel momento in cui il simpatico vecchietto alla guida, dopo aver fatto scendere il finestrino vicino a me mi informava che la tasca della mia borsa posteriore si era aperta e che la mia giacchina antivento svolazzava spensierata seguendomi come un aquilone. Purtroppo la nostra mente, influenzata dal quotidiano e da quello che leggiamo ed ascoltiamo, é immediatamente proiettata alla versione peggiore, più cattiva, più disonesta e più minacciosa e pericolosa. Spesso é cosi, ma non sempre. E allora, diamoci il tempo necessario per capire in quale delle situazioni ci troviamo. Prendiamoci un bel respiro e non facciamoci "rapire". Spesso il nostro pensare bene sarà deluso. Ma qualche volta no. La vita va affontata come una bilancia. Ci sono situazioni negative ma ci sono anche quelle positive. Viviamo le positive pensando che potrebbero capitarci quelle negative (e quindi godiamocele....) e affrontiamo quelle negative sapendo che nella vita ci sono anche cose belle. Custodiamo gelosamente i nostri pensieri positivi, immagazziniamone più che possiamo e attingiamoci nei momenti di sconforto. Saranno il nostro antidoto quando saremo portati a pensare che la vita é solo brutta......
  • Massimo 06/01/2022 alle 00:06 su 72 ore disconnesso…Carissimo Andrea! Anzitutto complimenti! Sia per il post che, soprattutto, per l’esperienza che hai vissuto e per averla condivisa. È proprio vero!! In un epoca in cui sempre più ci troviamo a corre e rincorrere, immersi in un mondo intermedio a cavallo tra realtà virtuale e vita vera, riuscire a trovare il modo e il tempo di staccare dalla frenesia non è facile. Ci ho provato, ma hai ragione… siamo schiavi ormai della tecnologia e dei dati… anche se non ce ne rendiamo conto! Per rispondere alla tua domanda, il primo passo per ritagliarci del tempo “ben protetto” potrebbe essere quello di “eliminare il superfluo”. Più semplicemente, non già trovare del tempo in più (che spesso è già tutto esaurito salvo rubare tempo al riposo notturno, con peggiori conseguenze sul tempo trascorso da svegli!), ma eliminare ciò che di superfluo occupa il nostro tempo. Io un po’ ho iniziato a farlo. Non è semplice, ma necessario. Il discorso è lungo e complesso, tanto più quanto complessa è la nostra vita familiare e lavorativa. Curioso di conoscere le tue idee per migliorare il nostro Tempo Protetto, ti mando un saluto affettuoso. Massimo
  • Andrea 12/12/2021 alle 14:24 su Sono qui. Ma non sono qui…Ciao Andrew, la lettura di questo articolo ha stimolato diverse riflessioni. Il tema della "presenza" è comune a tante scuole e filosofie e uno dei modi per allenarla e nutrirla è proprio a contatto con la Natura, questo perché nostra Madre vibra costantemente in armonia a 432hz (vibrazione dell'Universo) e in equilibrio. Vivere e sperimentare percorsi di crescita e di evoluzione in ambienti autentici come quello del monte Amiata ci spinge a vivere nel presente e nell'ascolto di noi stessi, che è la base della conoscenza. Complimenti e avanti tutta!
  • Graziano 24/11/2021 alle 13:05 su E tu, sei tornato sulla giostra?Bellissimi e profondi spunti di riflessione. Mi é piaciuta moltissimo la metafora della giostra. La accomuno al criceto che corre apparentemente felice nella sua ruota, senza però andare da nessuna parte. Tanta fatica, tanta energia per - di fatto - non muoversi affatto. E' un pò quello che spesso ci accade. Siamo sulla giostra, ci affanniamo per salirci, ci stringiamo saldi al nostro posto ma giriamo talmente veloci che non ci prendiamo neanche un secondo per goderci il panorama o per scambiare due parole con il nostro vicino. Questa sensazione di dinamicità, molto simile a quella che vive il nostro criceto, di fatto non ci aiuta a realizzare un fine più alto, profondo che ci faccia ricordare nel tempo come Persone che hanno fatto la differenza (anche se minima) e non solo "passeggeri temporanei" della giostra. Lo sguardo dell'uomo dei biglietti in fondo é puntato sul tagliando verde che gli allunghiamo e non certo sul nostro sguardo, sulla nostra espressione, su quello che potrebbero comunicargli i nostri occhi. Come potremmo fare in modo che si ricordi di noi. Magari associando il nostro tagliando verde ad un sincero "buongiorno", magari condito da uno spontaneo sorriso ? Stiamo pian piano tornando sulla giostra. Sembra ci siamo dimenticati del periodo appena passato, quasi fossimo rimasti ibernati. Penso che tornare ad occupare il nostro posto sulla giostra sia inevitabile. Sono però convinto - e questo é l'insegnamento che io ne ho tratto - che sia possibile concedersi di saltare qualche corsa. Magari prendendosi del tempo per osservare gli altri che girano. Magari semplicemente rimanendo seduti su una panchina ad ascoltare la natura, ascoltandone i suoni e respirandone i profumi. Sto notando che le persone in coda in attesa di salire sulla giostra sono diventate più scontrose, diffidenti, arroganti. Spingono per salire. Hanno fretta come se dovessero recuperare le corse saltate. Le lascio passare, mi prendo il tempo per salutare l'uomo dei biglietti e quando sono sulla giostra scambio due parole con la persona che mi é vicina. La giostra gira veloce ma ho imparato a focalizzare lo sguardo su alcuni punti, quelli che mi piacciono e che ho imparato ad apprezzare quando la giostra era ferma. Non é una questione di dinamica..........semplicemente di volontà 🙂
  • Danilo 22/11/2021 alle 13:54 su E tu, sei tornato sulla giostra?Bellissimo articolo, colmo di spunti di riflessione. Grazie Andrea!
  • Simone Villa 22/05/2021 alle 10:23 su Sì,ero-logico…Ciao Andrea, è bello leggere di come anche uno come te abbia dovuto affrontare delle difficoltà, lavorando e superando i propri limiti. L'essere logici è quello che ci viene principalmente imposto nella nostra formazione primaria e secondaria: ragionamento, calcolo, valutazioni. Al giorno d'oggi è sempre più complesso poter riuscire a vivere la propria quotidianità senza filtri, spesso mi capita di soffermarmi troppo a pensare, riflettere, ragionare, senza però realmente godermi a 360 gradi il momento che sto vivendo. Nel percorso di intelligenza emotiva è proprio questo l'obiettivo: ritrovare il vero sé stesso sopito dentro ognuno di noi e farlo tornare alla voglia di vivere dal punto di vista emotivo, senza mai abbandonare la propria natura. Una trasmutazione come avviene nel film della Pixar "Soul". Grazie sempre per la tua disponibilità e professionalità Andrea, un abbraccio.
  • Simone 22/05/2021 alle 10:21 su Sì,ero-logico…Ciao Andrea, è bello leggere di come anche uno come te abbia dovuto affrontare delle difficoltà, lavorando e superando i propri limiti. L'essere logici è quello che ci viene principalmente imposto nella nostra formazione primaria e secondaria: ragionamento, calcolo, valutazioni. Al giorno d'oggi è sempre più complesso poter riuscire a vivere la propria quotidianità senza filtri, spesso mi capita di soffermarmi troppo a pensare, riflettere, ragionare, senza però realmente godermi a 360 gradi il momento che sto vivendo. Nel percorso di intelligenza emotiva è proprio questo l'obiettivo: ritrovare il vero sé stesso sopito dentro ognuno di noi e farlo tornare alla voglia di vivere dal punto di vista emotivo, senza mai abbandonare la propria natura. Una trasmutazione come avviene nel film della Pixar "Soul". Grazie sempre per la tua disponibilità e professionalità Andrea, un abbraccio.
  • Maria Chiara 06/05/2021 alle 23:13 su Sì,ero-logico…Caro Andrea, questo articolo non posso proprio non commentarlo: sembra scritto a posta per me. Lo leggo e lo rileggo e non posso evitare di pensare al mio "palo". Avevo circa la metà degli anni di adesso e oserei dire che non passa giorno che io non pensi a quel giorno. "Parla! Dì quello che pensi! Esprimi le tue emozioni!". Ho sentito qualcosa cambiare dentro, ma nel mio caso ha fatto così male che ho pensato di dover rinnegare il fatto di essere tanto logica. L'ho odiato. Poi, con il tempo, ci siamo riappacificati. Ho abbracciato la mia parte logica come un vecchio amico di cui abbiamo sentito tanto la mancanza: non credo la lascerò mai più andar via 🙂 In compenso adesso vive in armonia con la mia parte più emozionale, potrei dire che si rafforzano a vicenda. Ho ancora moltissimo da imparare, ma penso che sarò grata in eterno a chi ha saputo trovare la combinazione giusta. Da quel giorno la mia vita è stata più piena, e ogni tanto mi fermo a controllare se sono ancora sulla strada giusta. Posso dirti però che, quando sono in compagnia di persone come te e tante di quelle che incontro durante i tuoi corsi, se penso alla qualità degli amici di cui sono circondata, non ho dubbi... E mi sento felice.
  • Andrea 30/04/2021 alle 11:05 su I confini trasparenti della LibertàCiao Andrew, quando si parla di LIBERTA' per me personalmente risuona molto forte e potente perché è il primo nella scala valoriale. Leggendo le Tue parole mi è venuto spontaneo pensare all'esempio di libertà interiore lasciata in eredità da Nelson Mandela, il quale in una delle sue celebri citazioni ha condiviso il suo concetto di essere liberi: "Essere liberi non significa solo sbarazzarsi delle proprie catene, ma vivere in un modo che rispetta e valorizza la libertà degli altri.” Ecco che la libertà assume un significato forte, profondo, autentico di volano indispensabile per il miglioramento e la crescita reciproca di ogni essere umano, il quale così facendo allena e fa crescere la propria capacità di empatia e di connessione con l'altro, perché ne rispetta il limite e gli da valore. Ognuno di noi è padrone del proprio destino e capitano della propria anima (Invictus). Un forte abbraccio di cuore ricco di gratitudine.
  • Andrea 20/04/2021 alle 18:23 su Questioni di cuore??Caro Andrew, ricordo molto bene il tuo messaggio e foto ricevute mentre eri in ospedale. Condivido pienamente con te il concetto di gioco di equilibri che la vita ci fa perseguire e quando per. diverse ragioni ci spostiamo da una parte o dall’altra, il nostro corpo ci richiama all’ascolto e alla riflessione. Questo per poterci riequilibrare e continuare a realizzare il capolavoro della nostra unicità. Da queste esperienze si acquisisce saggezza, esperienza
  • Manuela 20/04/2021 alle 18:23 su Questioni di cuore??Caro Andrea, dove caro è una parola piena di affetto, questo tuo scritto mi è esploso davanti come un lampo perché non sapevo nulla e mentre leggevo, per un attimo ho immaginato un altro futuro. Immaginare cosa hai provato, pensato, ascoltato. La tua calma consapevole è il frutto di chi vive realizzando man mano il proprio senso di scopo. Io sinceramente leggendo ho perso lucidità, per riacquistarla solo alla fine, quando sono tornata a sorridere e a voler pensare alle cose davvero importanti e che spesso non facciamo pensando sempre che ci sarà tempo e allora ecco che voglio dirti che ti voglio bene, che vi voglio bene e che tu e Giovi siete battiti del mio cuore.
  • Maria Chiara 20/04/2021 alle 18:23 su Questioni di cuore??Andrea, va bene che il titolo parla di questioni di cuore, però mi hai fatto prendere un colpo! Mentre riprendo il battito regolare, vorrei lasciare una riflessione su come, nella sua unicità e nel suo essere così crudo, il tuo racconto abbia fatto centro nei nostri cuori. Mi piace come hai riportato i fatti senza troppi giri di parole, ma soprattutto come hai condiviso le tue emozioni senza paura e senza veli, ricordandoci ancora una volta la loro umanità. Credo che ogni lettore non farà fatica ad immedesimarsi e sarà portato naturalmente a riflettere sul PROPRIO senso di scopo. Tu però lo accompagni in questo percorso, permettendogli di sfruttare la tua storia come schermo… Cosicché non corra il rischio di bruciarsi come la pelle sotto il sole di agosto nel fare il viaggio senza protezione. Tu l’hai scritto per te, ma come ormai abbiamo imparato, è solo quando ci curiamo di noi stessi che riusciamo a dare il meglio di noi agli altri. Ti abbraccio.
  • Giusy 20/04/2021 alle 18:22 su Questioni di cuore??Ciao Andrea, a dispetto di quanto tu possa pensare, trovo invece il tuo articolo molto formativo. Provo a condividere soltanto qualche riflessione che mi ha suscitato la sua lettura, probabilmente dettata anche da una mia deformazione professionale. È molto bello (e lo invidio in senso positivo) il modo in cui descrivi la tua consapevolezza di aver fatto quello che dovevi e al meglio. Questo denota grande equilibrio. Da medico, mi chiedo (senza alcun giudizio): come può un collega dimenticarsi di avere di fronte, prima che un paziente, una persona? Una persona in carne ed ossa, capace di sentire e capire, ma anche piena di paure e sopraffatta da tante emozioni estreme. Se si fosse realmente trattato di un infarto, quanto avrebbero impattato quelle frasi sulla tua pressione arteriosa e sulla tua frequenza cardiaca? Se un medico arriva a questo, senza rendersene conto, proviamo ad immaginare che malessere si cela dietro quella corazza. C’è un lavoro malato, che richiede sforzi e ritmi disumani, che comporta tante (troppe) rinunce, e che non lascia alcuno spazio all’empatia. Ma quella mancanza di empatia quanti danni fa? Non si può pensare di curare il corpo a discapito dell’anima. Purtroppo l’intelligenza emotiva non è innata, non tutti ne sono dotati, ma per fortuna almeno può essere allenata. Traspare chiaramente che quelle frasi ti abbiano segnato quasi più del dolore che hai provato. Mi capita continuamente di sentire lamentele di pazienti nei confronti di medici, non per la gestione clinica, ma per non essere riusciti a farsi ascoltare nell’unicità della loro condizione umana. E allora sono sempre più certa che l’intelligenza emotiva andrebbe ancor di più praticata, soprattutto in quei luoghi in cui ci si prende cura dell’altro. Tutti dovremmo impegnarci a realizzare e mettere in pratica quanto scrivi: “la vita non sia una corsa ma un gioco di equilibri in cui bisogna vivere i bei momenti con pienezza e, se si può, gestire nelle giuste proporzioni tra dovere e cura di se stessi”. Ciò per imparare a capire quando arriva il momento di mollare l’acceleratore e godersi la carezza di un raggio di sole accanto alle persone amate.
  • varesi alessandro 18/04/2021 alle 23:06 su E tu lo sai qual è l’opposto della paura?Non ho paura di provare paura ma ho imparato a riconoscerla con il pensiero ma soprattutto per le emozioni che mi riserva. Non la temo, mi aiuta a riflettere, definire l'incertezza e provare emozioni. Immagino quali emozioni riuscirà a farmi provare ma mi meraviglierò come se fosse la prima volta. La montagna con i suoi torrenti ed i suoi cieli mi ha aiutato a comprenderla, a riconoscere il coraggio nel superarla, non per sfidarla ed alle meravigliose emozioni che ho provato e continuo a provare una volta superata. Risalendo un monte pescando lungo un torrente o, lasciandomi trasportare dalle correnti d'aria, libero nel cielo, conducendo il mio parapendio, il mio cuore rischierà di esplodere per la meraviglia che quei luoghi susciteranno in me per essere ritornato a rivivere quelle emozioni riassaporando quanto mi è mancato in questi ultimi mesi. Grazie Andrea, per avermi fatto sognare per qualche istante leggendo e riflettendo con questo tuo scritto, a
  • Giusy 16/04/2021 alle 19:47 su Questioni di cuore…Ciao Andrea, a dispetto di quanto tu possa pensare, trovo invece il tuo articolo molto formativo. Provo a condividere soltanto qualche riflessione che mi ha suscitato la sua lettura, probabilmente dettata anche da una mia deformazione professionale. È molto bello (e lo invidio in senso positivo) il modo in cui descrivi la tua consapevolezza di aver fatto quello che dovevi e al meglio. Questo denota grande equilibrio. Da medico, mi chiedo (senza alcun giudizio): come può un collega dimenticarsi di avere di fronte, prima che un paziente, una persona? Una persona in carne ed ossa, capace di sentire e capire, ma anche piena di paure e sopraffatta da tante emozioni estreme. Se si fosse realmente trattato di un infarto, quanto avrebbero impattato quelle frasi sulla tua pressione arteriosa e sulla tua frequenza cardiaca? Se un medico arriva a questo, senza rendersene conto, proviamo ad immaginare che malessere si cela dietro quella corazza. C'è un lavoro malato, che richiede sforzi e ritmi disumani, che comporta tante (troppe) rinunce, e che non lascia alcuno spazio all'empatia. Ma quella mancanza di empatia quanti danni fa? Non si può pensare di curare il corpo a discapito dell’anima. Purtroppo l'intelligenza emotiva non è innata, non tutti ne sono dotati, ma per fortuna almeno può essere allenata. Traspare chiaramente che quelle frasi ti abbiano segnato quasi più del dolore che hai provato. Mi capita continuamente di sentire lamentele di pazienti nei confronti di medici, non per la gestione clinica, ma per non essere riusciti a farsi ascoltare nell’unicità della loro condizione umana. E allora sono sempre più certa che l'intelligenza emotiva andrebbe ancor di più praticata, soprattutto in quei luoghi in cui ci si prende cura dell’altro. Tutti dovremmo impegnarci a realizzare e mettere in pratica quanto scrivi: "la vita non sia una corsa ma un gioco di equilibri in cui bisogna vivere i bei momenti con pienezza e, se si può, gestire nelle giuste proporzioni tra dovere e cura di se stessi". Ciò per imparare a capire quando arriva il momento di mollare l’acceleratore e godersi la carezza di un raggio di sole accanto alle persone amate.
  • Massimo Biacca 15/04/2021 alle 22:26 su E tu lo sai qual è l’opposto della paura?La Paura.... il Coraggio.... la Meraviglia.... sembra quasi di individuare singole parti di un tutto. Meravigliamoci di quanto coraggio possiamo avere nel cuore e nella mente per affrontare a viso aperto le nostre più recondite paure. Non posso evitare la paura, ma posso decidere come affrontarla. Questa Pandemia è appena iniziata, io la sto vivendo in prima linea, prima in reparto Covid per un anno, adesso nei centri vaccinali a somministrare speranza. Hai proprio ragione Andrea!! Mai come oggi serve Meraviglia nei cuori di ognuno di noi. Ti ricordo sempre con affetto, anche se conosciuti per poco e distanti per lavoro, sei rimasto impresso nella mia “intelligenza emotiva”! E sai perché? Mi hai Meravigliato... in sei secondi! Un grande abbraccio! Massimo
  • Manuela 15/04/2021 alle 17:55 su E tu lo sai qual è l’opposto della paura?Non dobbiamo avere paura di provare paura, perché è un'alleata preziosa che ci indica che è arrivato il momento di muoversi con maggiore attenzione. La paura è solo un indicatore e se impariamo a conoscerla, a farcela amica, a non temerla, possiamo utilizzarla per il nostro bene senza subirla, per sapere se è il caso di adottare un comportamento più adeguato o se fermarci del tutto. La paura NON è il limite, ci indica QUALI limiti è bene rispettare in proporzione alla nostra capacità di reazione. Per la mia esperienza posso dire che basta guardarla negli occhi, sorriderle e ringraziarla del servizio che ci offre.
  • Graziano 15/04/2021 alle 00:26 su E tu lo sai qual è l’opposto della paura?La paura mi fa immediatamente pensare ad un suo grande alleato: l’immobilismo. È uno dei 4 riflessi e reazioni istintivi, guidati dall’effetto amigdala. Di fronte ad un pericolo ci si blocca, si scappa, si combatte o ci si raggruppa (freeze, fly, fight and flock). La paura porta a nascondersi, non reagire, fermarsi e sperare che tutto, prima o poi passi. Come se ci rintanassimo in un rifugio in attesa che passi un tornado. Sappiamo di non poter fare nulla se non aspettare e sperare. È quello che spesso ascolto nelle sessioni di Coaching....non ci posso fare niente, sono una persona sfortunata, non me ne va bene una...speriamo cambi il vento.... E mentre si aspetta, il tempo passa. E sappiamo, perché lo abbiamo ascoltato tante volte.....Life is short.... Ed ecco che allora bisogna pensare ad un antidoto alla paura. Mi è piaciuta molto la parola da 10 lettere. Se ognuno di noi riuscisse a trovare il lato positivo, l’opportunità, la voglia di reagire e - soprattutto - un senso, comunque, di gratitudine...ecco che allora le cose potrebbero automaticamente cambiare di tonalità. ”I cried because I had no shoes, until I saw the man who had no feet....”. Ed ecco che mi risuona molto quanto il mio fratello romano ha scritto, poi ripreso dal mio caro compagno di avventure sportive. Quando un Cliente entra in sessione con una emozione negativa, propongo sempre la domanda “che cosa c’e dall’altra parte...”. Questo aiuta a cambiare la direzione del pensiero, a ritrovare la positività che c’e in noi e tutto cambia improvvisamente colore...... un abbraccio 🤗
  • Andrea 14/04/2021 alle 17:29 su E tu lo sai qual è l’opposto della paura?Ciao Andrew, le Tue parole risuonano forti dentro di me e mi fanno provare un bel cocktail di emozioni e di sensazioni. Quando penso alla meraviglia, la prima cosa che mi viene in mente è l'essere presenti a sé stessi, esserci e di conseguenza rendersi conto di ciò che semplicemente e naturalmente accade. E come per magia apriamo gli occhi del cuore ed iniziamo a vedere in senso più profondo e armonico, il che ci porta ad esprimere gratitudine e ringraziamento per ogni "piccola" cosa che vediamo, ascoltiamo, sentiamo e proviamo in termini di emozioni. La meraviglia chiama lo stupore quello naturale dei bambini che si stupiscono sgranando gli occhi esclamando con intensità e tanta gioia. Meravigliamoci in primis di noi stessi e riprendiamoci la capacità di navigare le nostre emozioni e di perseguire degli obiettivi eccellenti in grado di mantenere una giusta e corretta focalizzazione con forza e coraggio. A presto. Namasté
  • Andrea 05/04/2021 alle 20:50 su Questioni di cuore…Grazie Maria Chiara! Avrei un mondo di pensieri ed emozioni da condividere! Faccio quello che ritengo saggio in questo periodo. Sapere che ci sono persone come Te dall’Altra Parte mi responsabilizza e mi motiva. Credo davvero che queste risposte siano un regalo così come questi post credo abbiano davvero valore per chi sa leggere in profondità. A presto
  • Graziano 31/03/2021 alle 20:22 su Questioni di cuore??Grazie di questa condivisone Andrea, così profonda e così personale. Sono episodi spiacevoli che però aiutano a ricordarci che la nostra presenza a questo mondo ha una scadenza, certa ed inesorabile. Sta quindi a noi trovare il giusto equilibrio, le giuste priorità e la maniera migliore di impiegare il nostro tempo al meglio. Qualche anno fa mio padre è stato colpito da ictus. L’anno successivo lo ha trascorso in ospedale per riabilitazione e recupero. Insieme a mia madre, siamo diventati ospiti fissi di quelle tristi corsie e ogni paziente aveva la sua storia, c’erano giovani e anziani, persone sole e persone con famiglia o con una badante ad accudirli. Ogni volta che uscivo dall’ospedale, ogni piccolo gesto e azione avevano un sapore ed un valore diversi. Vedere persone in carrozzina mi ricordava che ero fortunato a poter camminare, osservare persone afasiche mi ricordava la fortuna di poter comunicare è così via.... Ho imparato a dare il giusto valore alle cose, ad essere grato per quello che ho e a saper gioire delle piccole cose. A volte siamo molto fortunati ma non ci concediamo mai il lusso di rendercene conto. Hai fatto una bellissima riflessione e questo episodio ti ha reso una persona ancora più bella. Grazie per quello che ci regali con i bellissimi momenti di confronto che, così generosamente metti a nostra disposizione. Sono convinto che questi nostri valori diventeranno le fondamenta per i nostri figli e mi auguro tanto che i nostri nipoti possano, un giorno, vivere in un mondo ancora migliore. Ti abbraccio “di cuore”. Graziano
  • Adriana Buccoliero 31/03/2021 alle 07:28 su Questioni di cuore??Letto tutto d'un fiato....eh si...la paura di perdere ciò che amiamo di più...la vita...ci porta ad essere grati all'improvviso di ogni respiro.Grazie Andrea per avercelo ricordato !
  • Maria Chiara 30/03/2021 alle 23:07 su Questioni di cuore…Andrea, va bene che il titolo parla di questioni di cuore, però mi hai fatto prendere un colpo! Mentre riprendo il battito regolare, vorrei lasciare una riflessione su come, nella sua unicità e nel suo essere così crudo, il tuo racconto abbia fatto centro nei nostri cuori. Mi piace come hai riportato i fatti senza troppi giri di parole, ma soprattutto come hai condiviso le tue emozioni senza paura e senza veli, ricordandoci ancora una volta la loro umanità. Credo che ogni lettore non farà fatica ad immedesimarsi e sarà portato naturalmente a riflettere sul PROPRIO senso di scopo. Tu però lo accompagni in questo percorso, permettendogli di sfruttare la tua storia come schermo... Cosicché non corra il rischio di bruciarsi come la pelle sotto il sole di agosto nel fare il viaggio senza protezione. Tu l'hai scritto per te, ma come ormai abbiamo imparato, è solo quando ci curiamo di noi stessi che riusciamo a dare il meglio di noi agli altri. Ti abbraccio.
  • Edy 30/03/2021 alle 20:41 su Questioni di cuore??Grande Andrea , Bellissimo post ... vero, vissuto , essenziale . Grazie per aver condiviso un momento così particolare .
  • Manuela 19/03/2021 alle 13:45 su Questioni di cuore…Caro Andrea, dove caro è una parola piena di affetto, questo tuo scritto mi è esploso davanti come un lampo perché non sapevo nulla e mentre leggevo, per un attimo ho immaginato un altro futuro. Immaginare cosa hai provato, pensato, ascoltato. La tua calma consapevole è il frutto di chi vive realizzando man mano il proprio senso di scopo. Io sinceramente leggendo ho perso lucidità, per riacquistarla solo alla fine, quando sono tornata a sorridere e a voler pensare alle cose davvero importanti e che spesso non facciamo pensando sempre che ci sarà tempo e allora ecco che voglio dirti che ti voglio bene, che vi voglio bene e che tu e Giovi siete battiti del mio cuore.
  • Andrea 18/03/2021 alle 16:32 su Questioni di cuore…Caro Andrew, ricordo molto bene il tuo messaggio e foto ricevute mentre eri in ospedale. Condivido pienamente con te il concetto di gioco di equilibri che la vita ci fa perseguire e quando per. diverse ragioni ci spostiamo da una parte o dall'altra, il nostro corpo ci richiama all'ascolto e alla riflessione. Questo per poterci riequilibrare e continuare a realizzare il capolavoro della nostra unicità. Da queste esperienze si acquisisce saggezza, esperienza e senso di scopo.
  • alessandro varesi 21/02/2021 alle 21:03 su E tu lo sai perché il presente si chiama cosi?E' sempre una questione di sfere ma come dice anche il titolo di una canzone di qualche anno fa, "la vita è adesso"; nella sfera del presente esprimiamo la nostra saggezza, ci rendiamo conto del dono che riceviamo. riusciamo a fare le nostre pause, ci ascoltiamo e riflettiamo sulle aree che vogliamo migliorare attingendo dalle risorse che abbiamo in noi; coloriamo la nostra giornata concentrandoci nelle zone dove potremo fare la differenza…"carpe diem"
  • Maria Chiara 04/02/2021 alle 22:44 su Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasformaChe meraviglia! Questa sera non potevo sperare di meglio, che trovare un articolo come questo da leggere. Ci sono tanti argomenti a me cari in questo periodo: dal celebrare anche un piccolo successo, che troppo spesso tendiamo a dare per scontato, al "risorgere" ogni mattina carichi di nuove energie per modellare le nostre giornate con gioia verso i nostri obiettivi; all'essere grati dei doni e degli strumenti che la vita ci mette a disposizione ogni giorno; e per finire, al tema principale, la Trasformazione della Materia. Penso di essere innamorata di questo principio, se mai si possa dire di essere innamorati di un principio fisico! Un concetto che mi piace ricordare anche come "Il cerchio della vita", che ABBRACCIA tutti e non si ferma mai, si trasforma. E questo, se permettete, è il nostro giro di giostra... E io non ho nessuna intenzione di sprecarlo. E voi? Sono curiosissima di leggere tutti i commenti che ci saranno su questo tema. Grazie Andrea per lo spunto!
  • Adriana Buccoliero 03/02/2021 alle 17:38 su Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasformaGrazie Andrea per queste suggestioni e parole che condivido in ogni sfumatura...dato che credo anche io in ogni giorno come un dono...e pratico la GRATITUDINE come risorsa nonostante le difficoltà...la perdita di persone care...le sfide...e di guardo si piccolo risultati quotidiani...perché un passo alla volta va allenata la FELICITÀ...NONOSTANTE TUTTO
  • Silvia 03/02/2021 alle 09:26 su Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasformaUn bell’articolo di valore!! Rimettere a fuoco le cose importanti è sempre molto molto utile. Grazie 🙏
  • alessandro 31/01/2021 alle 21:48 su Questione di Sfere!la vita è un continuo cambiamento che va vissuto al meglio; gli sforzi che voglio fare sono orientati a rendermi una persona migliore nell'ascolto delle emozioni proprie e degli altri e raggiungere una maggiore comprensione. dovrò razionalizzare le forze e sforzarmi a fare pause necessarie per la riflessione; lavorare molto sull'ambiente per apporre cambiamenti. serenità ed accettazione giocheranno un ruolo fondamentale per la crescita della saggezza e la forza necessaria ad affrontare le nuove sfide
  • Manuela 29/01/2021 alle 12:10 su E tu? Stai migliorando?Altro che spunto di riflessione, direi il mantra di questo speciale periodo della mia e della nostra vita. Anni fa un'amica mi disse: "Se vuoi sapere cosa si muove intorno a te, fermati e resta ad osservare"... Ecco, la foto virtuale di un anno fa mi rimanda a questo atteggiamento. Un anno fa di questo periodo ci siamo fermati tutti e, restando ad osservare cosa si muoveva ancora in questo mondo, abbiamo scoperto che era pieno di meraviglie che noi ingabbiamo e spesso violentiamo e facciamo ammutolire e nascondere ... e se la lezione fosse proprio questa? e se noi fossimo parte di quella Natura che, processata male da una società che produce il 'troppo' in sostituzione del 'giusto'? Ecco che a distanza di un anno mi ritrovo diversa, forse ancora alla ricerca di un equilibrio stabile, ma mai come ora le parole: giusto, saggio, etico, armonioso, equilibrato, sono ri-entrate nella mia mente e ne stanno cambiando tanti paradigmi, al punto di farmi ripensare anche molti spazi anche della mia vita privata e professionale. Un anno è passato e ci ha portato bavagli fisici e mentali, ma credo che mai come ora mi sono sentita libera di vedere un possibile futuro, diverso e privo dei lacci del vecchio mondo che abbiamo lasciato e mi piace pensare di far parte di quel gruppo di persone che si sta impegnando a scrivere l'alba di un moderno Rinascimento. C'è bisogno di sognatori, c'è bisogno di visionari, c'è bisogno di speleologi dell'anima, affinché la nuova economia che sostituirà quella rasa al suolo negli ultimi 12 mesi, sia etica. Devo ringraziarti Andrea, perché ogni volta solleciti risposte che hanno bisogno di riflessioni e così ogni volta ci spingi a scoprirci un po' di più.
  • Andrea 26/01/2021 alle 12:49 su E tu? Stai migliorando?Come prima cosa trovo assolutamente geniale la foto e il collegamento con il fare "stretching" per trasmettere l'importanza di fare una pausa attivando un sano confronto. Quando ci fermiamo facciamo un check o una semplice verifica di come stiamo procedendo verso il nostro stato desiderato, attivando quella che è una delle più grandi capacità dell'essere umano che è quella di immaginare. Immaginare come riportato da Andrea vuol dire programmare e definire nel dettaglio ciò che vogliamo e ciò che è importante per noi..una vera e propria magia che la nostra mente ci permette di realizzare. Complimenti per la chiarezza e la ricchezza del testo!
  • Gerardo De Sio 26/01/2021 alle 02:52 su E tu? Stai migliorando?Sei sempre il solito, evoluto ma riflessivo ragazzo che ho imparato a conoscere 32 anni or sono, quando ci siamo trovati in FOLGORE al 185° Gr.a.cam.par. a Livorno e che nel 1990, dopo 9 mesi vissuti insieme a tanti Fratelli, ne siamo riusciti "uomini"... Ciao Fratello in armi, continua a maturare e ad ’invecchiare’ come fa un buon vino in botte e, poi, in bottiglia...
  • alessandro 13/01/2021 alle 16:26 su Siamo lontani, ma la creatività può aiutarci a farci sentire vicinil'esercizio è sempre allenare ad ascoltare i propri pensieri ed emozioni...la creatività ci torna quale strumento fondamentale; fermarsi a pensare alle nostre impronte digitali che rimarranno indelebili su ogni oggetto ed in ogni azione che faremo fino a raggiungere la persona a cui abbiamo pensato ed alle emozioni che ci ha smosso, indipendentemente dal livello di connessione ma dall'intensità del pensiero...Einstein lo trovo sempre un esempio di riflessione per attualizzare le nostre sfere.
  • Luca Ferretti 10/12/2020 alle 16:07 su Siamo lontani, ma la creatività può aiutarci a farci sentire viciniAndrea, è un piacere leggere i tuoi pensieri, trovo creativo e intelligente, a mio parere, richiedere un dibattito, un confronto con chi ti segue da vicino o da lontano, al fine di scoprire e scoprirsi nelle varie sfaccettature e interpretazioni che diamo alla vita, e a ciò che in essa lasciamo accadere. L' assembramento di pensieri pare essere ancora consentito o quantomeno sembra non far crescere nessuna curva particolare e allora ben vengano spazi di apertura e condivisione alternativi o passeggeri. Condivido molto, lo sai, del tuo pensiero, anche e soprattutto, forse, la necessità imprescindibile di porsi delle domande, al quale non necessariamente è saggio rispondere subito. Lo trovo l'atto di creatività alla sua fonte. La creatività però è una delle soluzioni e il suo presupposto è anche quello di accettarla perchè implicitamente porta con sè un cambiamento. E quanti accolgono il fluire di un cambiamento godendoselo in totale fiducia ? Non siamo educati al senso di responsabilità, nè all'atto creativo, cerchiamo in qualche modo di arrangiarci e maneggiare il nostro sentire attraverso il controllo e questo ci porta ad essere o quantomeno a sentirci, degli incompiuti per natura. Leggendoti, mi è rivenuto in mente un libro letto qualche tempo fa riguardo alla necessità di "Disobbedienza" a cui ogni individuo dovrebbe appellarsi per scoprire gli aspetti più autentici e profondi di sè. Si intende una disobbedienza interiore, fatta appunto allo scopo di esaltare al massimo le capacità creative, con l'obiettivo di trovare delle soluzioni proprie, intime, personali. Una disobbedienza ad un pensiero unico, conforme a degli standard, a schemi e preconcetti che essendoci, influiscono proprio sulla capacità dell'individuo di generare soluzioni nuove, alternative o quantomeno personali. Mi chiedo con quale grado di libertà interiore stiamo affrontando una sorta di speciazione ? Il cosiddetto "disobbediente" oggi come allora, soffre o gode, non lo so, di una gran solitudine intorno a sè. E' probabile che goda, allo stesso tempo, di una capacità di immaginarsi il futuro decisamente più nitida e chiara sul dove andrà il mondo e di quale sia la posizione che lui intenda assumere, con più o meno consapevolezza. Ma non so neanche questo per certo. In questo momento storico sembra che tutto sia accelerato, ma paradossalmente si sono fermate le persone, impediti nelle loro necessità come esseri umani, quelle stesse persone che troveranno un altro posto al tavolo da gioco del mondo , con nuove regole e con nuovi strumenti a cui al loro risveglio dovranno imparare velocemente ad abituarcisi, senza libretto di istruzioni e ignari di chi ringraziare. Sembra che questa sia la soluzione a cui l'umanità stia andando incontro. Ma sappiamo davvero riconoscere una soluzione come tale ? E a quale Scopo ? Individuale, collettivo, o solo per qualcuno ? Certo è, che questa finestra temporale, che ci traghetta verso un nuovo mondo è davvero piena di opportunità, non materiali intendo, chi vede in avanti avrà il grande vantaggio di posizionarsi nei posti migliori, per cui, già da ora, sarebbe opportuno applicare quei valori universali che rendono la vita possibile a prescindere da quale sia il cambiamento a livello materiale che si instaurerà. Siamo nati in quest'epoca e chi nascerà da ora in avanti, lo farà con altri dispositivi, con altre sfaccettature, ma con la stessa possibilità individuale di evolversi nonostante il contesto. L'opportunità più grande che io vedo, e che forse mi interessa di più, è fare un passo di lato, determinato e costante, verso una connessione autentica con i valori che veramente rendono possibile la vita. Sentirmi vivo e connesso a una persona o a una pianta, a un luogo o all'universo intero, credo sia un salto di visione che consentirà all'umanità di evolvere concretamente e rendere possibile e applicabile il proseguo dell'umanità come la conosciamo. Poi, da questa prospettiva, che almeno ho scelto, deciderò il come. Come muovermi nel nuovo mondo. Non vorrei delegare in mano della tecnologia e del controllo l'intera umanità, solo perchè ho lasciato che la paura mi governasse, privandomi di fatto della mia capacità di scelta; ritengo più saggio a livello mentale, emozionale e spirituale soprattutto, pormi in modo aperto e conscio al cambiamento, trovando dentro di me le risorse per affrontare questo processo. E possiamo farlo insieme. L'uomo, come ogni forma di vita, ha necessità di unirsi e di collaborare per evolvere, il rischio del mondo nuovo è quello di creare invece ancora più separazione, più frammentazione, ma cosi facendo, penso che perderemmo la fondamentale capacità che abbiamo di accorgerci, di stupirci, di immaginare, di ascoltare, di pensare. C'è chi lo farà al posto nostro probabilmente. Per questo ora, nel nostro piccolo, dovremo fare silenzio, disintossicarci dall'iperinformazione a cui sottoponiamo la nostra mente inconscia e lasciare spazio a un nostro personale mondo nuovo. Una nostra personale teoria del tutto. Siamo ad una scelta globale. Possiamo organizzarci e farlo in gruppo oppure da soli, ma una volta tracciata la direzione ci troveremo comunque insieme al punto che avremmo chiamato alla partenza X. Come dicevi tu Andrea. Grazie dell'opprtunità Ti abbraccio forte Luca
  • Irma Conti 10/12/2020 alle 14:05 su Siamo lontani, ma la creatività può aiutarci a farci sentire viciniCaro Andrea, grazie. Non so fare una conserva, ma farò una telefonata invece di un messaggio o una mail e certa che una risata sgorgherà dal cuore, nonostante il momento, ma solo per la felicità di aver sentito le persone care. Chiamerò anche Te e Giovanna, perché siete parte di loro. A presto Irma, auguri a Tutti di ogni bene
  • Andrea 24/11/2020 alle 22:55 su Questione di Sfere!just amazing
  • Andrea 10/11/2020 alle 14:52 su Il mental coach? Una guida nello sport, nel business e nella vita di ogni giorno.Ciao Andrew, più leggo le tue "opere" e più noto il tuo desiderio di condividere con il mondo conoscenza, consapevolezza, e soprattutto far comprendere in modo chiaro e preciso il mestiere e la professione di Mental Coach, come colui in grado di condurci verso l'eccellenza...che si può tradurre come il meglio di ciascuno di noi esprimendo l'unicità che ci contraddistingue. La Tua modalità è pratica, efficace e spinta dal talento innato di guidare la comunicazione e il flusso di emozioni ad essa collegata. Il Mental Coach è un fedele compagno di viaggio, una guida esperta, un Virgilio in grado di conduci verso la scoperta di noi stessi.
  • Maria Chiara 31/10/2020 alle 01:13 su Di questi Tempi, prenditi del Tempo per Te!Caro Andrea, ti confesso che il tuo articolo mi è arrivato dritto come uno schiaffo. Le metafore non potevano essere più chiare. Frecce. E mi ricordano cosa cercare, come sentire... Perché a distrarsi ci si mette un attimo e ritrovare la strada non è sempre così semplice. Grazie Andrea. Grazie per averlo scritto. È come se tu mi avessi passato di nuovo la palla della mia partita. Della mia vita.
  • Andrea 28/10/2020 alle 16:40 su Di questi Tempi, prenditi del Tempo per Te!Manuela, grazie innanzitutto del commento e delle parole. Scrivere, formare, fare sessioni di Coaching e Facilitazione sulla Gestione del Tempo, vuol dire farle su come gestiamo la Vita e noi stessi nella Vita che abbiamo avuto in dono; la sento come una responsabilità e posso osare a farlo solo impegnandomi ogni giorno ad essere un Esempio. L’Esempio di tale Argomento non può essere solo dal palco o dallo schermo in un Webinar; deve necessariamente coinvolgere tutto il nostro Vivere. Tu sei tra quelle persone che ho voluto, abbiamo voluto avere accanto, aprendo non solo le porte della nostra attività, ma anche e sopratutto quelle della nostra vita quotidiana e intima, che sia a Roma o in Toscana credo Tu sia tra le persone che possono affermare di conoscerci, per quelli che siamo. Il dono che mi fai sempre Tu è questa splendida autorizzazione di sentirmi accettato e amato per quello che sono. L’Autenticità grida dal petto: GRAZIE!
  • Manuela 28/10/2020 alle 12:16 su Di questi Tempi, prenditi del Tempo per Te!Come non essere d'accordo con te, Andrea. Il corso sulla Gestione del Tempo con l'intelligenza emotiva é stato e ancora é, per me, una guida per dare nuovamente importanza e rispetto a tutte le aree che compongono la nostra vita. Il nostro quotidiano può tornare ad essere piacevole, soprattutto ora che abbiamo riscoperto il valore del tempo per noi stessi e il danno che causa nelle nostre vite l'affanno, la rincorsa all'attività in più da inserire in un'agenda già troppo piena. Considerando anche, che quell'attivita infilata a forza, sarà, molto probabilmente, fatta anche male. Una buona gestione è quella che tu ci insegni, che ci vede fare attività nella giusta progressione, ben svolte, soddisfacenti e che terminiamo per poi dedicarci alla vita privata senza sensi di colpa. L'uomo che finalmente torna al centro. Grazie per essere il formatore eccellente che sei ma, soprattutto, grazie per essere mio amico, perché questo mi ha dato modo di vedere la tua coerenza e la tua onestà intellettuale (e non solo).
  • Alessandra Bianchi 09/07/2020 alle 16:46 su E per Te la Libertà è un’ Emozione?Andrea...grazie. Grazie in primo luogo per la profonda riflessione che mi hai invitata a fare e poi grazie per il modo in cui lo hai scritto. Mi sono riconosciuta nella "prigione " del modello educativo/affettivo familiare, sociale e culturale. Ho trascorso la mia vita fino a poco fa credendo di essere libera di scegliere, di provare amore, di sapere cosa volevo....finché mi sono accorta che in realtà non lo ero affatto. Mi sono resa conto di non farmi domande, di non desiderare veramente qualcosa perché i desideri degli altri erano sempre più importanti. Quando mi sono resa conto che i miei pensieri non erano miei...ho realizzato che della libertà avevo solo una vaga idea... Si, la libertà è un EMOZIONE, è l'emozione che mi ha tenuta sveglia tante notti e guidata alla ricerca di strumenti nuovi per vivere la libertà e non solo immaginarla, sognarla e desiderarla. È il propulsore che mi spinge ad evolvere, a migliorare come essere umano, a scoprire chi sono, cosa desidero e dove voglio andare....sentirmi libera di provare emozioni autentiche che siano in linea con il mio essere. Al contrario di Nelson Mandela le sbarre erano dentro di me non fuori ed ora anche grazie a te e a questo percorso a cui ho avuto il privilegio di poter partecipare mi sto conquistando un pezzetto in più di libertà da donare anche ai miei figli perché credo che il modo migliore per insegnare loro ad essere liberi è farglielo vivere... Grazie per tutto.
  • Andrea 08/07/2020 alle 22:33 su E per Te la Libertà è un’ Emozione?Ciao Andrew, cosa dire quando si parla di LIBERTA' che oltre ad essere un'emozione è una delle più grandi conquiste per ogni singolo essere umano. La LIBERTA' è la base del potere che abbiamo di scegliere, decidere, agire, in equilibrio e armonia con la migliore versione di noi stessi pieni della nostra unicità. Proprio l'emozione e la sensazione di essere liberi ci donano le ali per liberare la nostra anima, accendere il nostro cuore, connetterci con il nostro cervello e illuminare il nostro spirito. La Libertà credo che sia una delle essenze della nostra Vita..Namasté.
  • Maria Chiara 08/07/2020 alle 18:54 su E per Te la Libertà è un’ Emozione?Leggo e rileggo questo articolo gustandomi tutto il piacere che il corpo prova nell'andare in risonanza con le sue parole. Nella mia testa continuo a visualizzare la libertà come uno "stile di vita" associato a un'emozione chiara, limpida. Molte volte ho provato la sensazione di NON essere libera, e tutte queste volte ho sentito il desiderio di fuggire da questa sensazione, confortata dalla sola consapevolezza che si trattava di uno stato transitorio, e che prima o poi avrei trovato l'appiglio che mi avrebbe liberata, ancora una volta. Ogni mio sforzo di crescita è orientato a far sì che il tempo vissuto in libertà (in armonia con me stessa) possa aumentare sempre più nella vita di tutti i giorni. Senza questa speranza mi sento persa.
  • Roberta 08/07/2020 alle 12:31 su E per Te la Libertà è un’ Emozione?Caro Andrea grazie per averci proposto una riflessione profonda sulla Libertà dopo che ne abbiamo sperimentato l’assenza nel periodo di lockdown. Le restrizioni alla possibilità di muoversi, di andare, di incontrarsi, di abbracciarsi hanno certamente influito sulla nostra libertà. Leggendo il tuo articolo sono stata colpita in particolare dall’esempio che porti di Nelson Mandela, simbolo forte e potente per tutti nel mondo. Si può sentirsi liberi anche se non si è liberi. La prigionia della sua persona non ha impedito la libertà della sua anima. Il tuo articolo, evidenziando questo aspetto, mi è rivelatore e di ispirazione. Mi ha permesso di sentire l’emozione della libertà aiutandomi a riconoscerla a partire dai dettagli della mia vita di tutti i giorni. “La mia libertà finisce dove comincia la vostra” . Per sentire la propria libertà credo sia imprescindibile cercare la sintonia con gli altri attraverso un costante lavoro su di sé, sui propri pensieri, emozioni e azioni come ci stai insegnando. La ricerca è continua. Avere dei compagni di viaggio che condividono la tua visione è per me una conferma della bontà della strada intrapresa. Dopo il tuo articolo Andrea mi sto rendendo conto che l’emozione della libertà è fondamentale. Sentirsi liberi dà forza ed energia per superare le piccole e grandi difficoltà. Aiuta ad apprezzare di più gioie e momenti belli della vita. Ancora grazie e a presto
  • Giuliana 04/05/2020 alle 10:46 su E Tu stai facendo Ordine? Riflessioni sull’Ordine e Disordine ai tempi del Covid 19grazie Andrea per questo articolo, che mi offre l’occasione di soffermarmi a riflettere sul mio modo di affrontare la vita. Ordine e disciplina.... sono due parole che da qualche mese a questa parte aleggiano e stanno caratterizzando il mio mondo lavorativo sempre più, dopo un periodo di incertezza. Ho sempre saputo di essere una persona profondamente ordinata mentalmente e professionalmente; nel mio percorso di studi e lavoro ho da sempre incorporato il metodo, il controllo delle situazioni, la gestione dell’imprevisto, senza troppa fatica. Ma nel mio privato adoro lasciarmi andare senza regole! Mi rendo conto che l’ordine che comunque mi piace avere in casa, nel mio armadio, in cucina, in auto.... in fondo è una questione di necessità e di puro gusto per il bello, che mi consente di sapere che se cerco qualcosa so dove trovarla, se viene qualcuno a trovarmi preferisco che sia tutto in ordine e che la casa “sappia di buono”. Certamente quello che siamo oggi lo dobbiamo all’educazione impartita dai nostri genitori, dai nostri educatori che hanno vissuto un’epoca diversa e fatta di regole e una certa disciplina.... e di questo ne sono profondamente grata! Un sano ordine mentale (e non solo) aiuta ad organizzarsi al meglio anche e soprattutto in una situazione come quella che stiamo vivendo, dove tante cose cambiano e cambieranno e la nostra capacità di essere flessibili ma con ordine e disciplina ci renderà “liberi”.
  • Luca 04/05/2020 alle 10:36 su E Tu stai facendo Ordine? Riflessioni sull’Ordine e Disordine ai tempi del Covid 19Ciao Andrea, grazie per queste tue parole che aprono una riflessione in me. Negli ultimi anni, ho ricercato dapprima un ordine nel modo di gestire i miei ambiti materiali quali ad esempio, la mia casa, i miei spazi lavorativi, poi ad un certo punto mi sono accorto che tutto ciò si ricollegava ad un mio modo di essere interiore, andando a ripescare le immagini di me da piccolino, ricordandomi che al momento che veniva fatta la spesa in casa, ero solito mettere a posto le provviste con precisione, stando attento a far si che tutto fosse in linea, gli oggetti combaciassero, dove tutto aveva il proprio posto nell’insieme delle varie cose. Ricordo la soddisfazione, pura, intima, autentica. Ero bambino e i bambini si sa, vivono e godono del presente senza tempo. Sono così, spontanei. Oggi, mi è rimasto questo senso, più che dell’ordine che è soggettivo, della precisione, del godere del proprio risultato di lavoro. Ciò che posso notare però è che, questo mio modo di interpretare l’ordine o la precisione è ciclico, pecca di costanza, varia a seconda del mio stato d’animo. Quello che penso è che, essendo il corpo, un distaccamento della nostra mente, l’ordine o il disordine sono entrambi lati della solita medaglia e riusciamo a manifestare l’uno piuttosto che l’altro, in funzione del valore che diamo a noi stessi sulla base di un risultato che intendiamo raggiungere. I parametri per l’ordine o per il disordine sono dentro di noi e ci caratterizzano. Andrea grazie per questa opportunità di confronto Luca
  • Sergio Terracciano 03/05/2020 alle 18:43 su E Tu stai facendo Ordine? Riflessioni sull’Ordine e Disordine ai tempi del Covid 19Ciao Andrea, è molto interessante il tuo articolo e il concetto di ordine. Per me l'ordine è abbastanza importante perché è direttamente proporzionato con il mio ordine mentale. Come credo per molti, sono arrivato ad essere ordinato con il tempo. Non mi piace però se è maniacale perché si rischia di entrare in un ambito che riguarda l'ossessione. Io sono ordinato soprattutto In circostanze e situazioni per le quali devo avere un certo interesse come nell'ambiente domestico. Un aiuto per contrastare l'ordine maniacale è sicuramente quello di avere un animale domestico. 😊
  • Mary 03/05/2020 alle 18:12 su E Tu stai facendo Ordine? Riflessioni sull’Ordine e Disordine ai tempi del Covid 19Che bello questo articolo! Apprezzo tanto la menzione all'Anima, oltre alla testa, condivido questa prospettiva. L'ordine ha sempre fatto parte di me, e quando non sono ordinata, vuol dire che sono confusa interiormente 😬
  • Irma 03/05/2020 alle 06:42 su E Tu stai facendo Ordine? Riflessioni sull’Ordine e Disordine ai tempi del Covid 19Ordine, maniacale e strutturato in ambito lavorativo, con condivisione per supporto e controllo; piena improvvisazione ed elasticità in ambito personale, sopratutto in questo caso straordinario, eccezion fatta per le scorte alimentari!! L’Ordine in ambito professionale mi ha consentito agevolmente di mutare la gestione degli eventi, in ambito personale invece l’adattamento all’imprevisto ed imprevedibile, riprogrammare subito alla luce delle nuove regole mi ha fatto adeguare senza troppi problemi e con il desiderio di riabbracciare i miei ed i miei amici quando sarà possibile e sano. Per ora li bacio da video, amandoli sempre di più.
  • Mauro 02/05/2020 alle 22:31 su E Tu stai facendo Ordine? Riflessioni sull’Ordine e Disordine ai tempi del Covid 19A me l’ordine è sempre piaciuto tantissimo. Sin da piccolo la mia camera era in ordine, la bicicletta, la moto, l’automobile, la mia scrivania.. tutto in ordine e pulito. Provo piacere a mettere in ordine, mi fa stare bene vedere tutto a posto. Quando cucino lavo immediatamente tutto ciò che ho usato. Mi piace il momento in cui dopo aver messo sottosopra l’ambiente di lavoro, di svago, ecc... tutto torna ordinato come prima, come se non fosse successo niente. E lo faccio con piacere. Al mattino quando vado in cucina e vedo tutto pulito, senza piatti e stoviglie a decantare nel lavello, mi mi accoglie un ambiente bello, pulito, gratificante per iniziare una bella giornata. Anche la mia casa è sempre profumata, ho il piacere di percepire il profumo attorno a me. Ma non sono un maniaco delle pulizie, non ricerco l’ordine perfetto, mi basta quel tanto che mi dà piacere. C’è molto di estetica e di bellezza. E il mio cervello? Cerco di fare ordine anche lì, e devo dire che penso ordinatamente, difficile trovarmi in situazione di disordine mentale. In questo periodo di quarantena però sto guardando dentro me stesso perché c’è un certo disordine emotivo sul quale devo lavorare, anche in questo campo vorrei trovare la gioia e l’appagamento che ottengo negli aspetti esteriori. Ho sempre avuto accanto donne autoritarie, forse perché inconsciamente pensavo che potessero contribuire a perfezionare il mio ordine interiore. La quarantena mi sta aiutando molto a riflettere, mi sembra di aver fatto un primo passo su un percorso giusto, ma è solo il primo passo, e comunque ho tanta voglia di camminare. P.S. invio senza rileggere, tutto di pancia.....
  • Manuela 02/05/2020 alle 18:06 su E Tu stai facendo Ordine? Riflessioni sull’Ordine e Disordine ai tempi del Covid 19L'ordine. Mettere in ordine, un viaggio, un modo d'essere che probabilmente ci racconta agli altri e che io ricordo essere iniziato con mia madre che diceva: "c'è una cosa per ogni posto e un posto per ogni cosa!" Erano le pulizie della casa di ogni sabato mattina e di ogni giorno durante le vacanze scolastiche, quando andavo a lavorare nella sua boutique e dove ho imparato quanto sia importante spazzare e lavare ogni giorno anche il marciapiede antistante, perché è: " il tuo benvenuto al cliente". Poi quando mi sono sposata è diventato maniacale, fino a 'mettere in bolla' il risvolto del letto. Tutto in ordine. Cucina bianca e linda come l'anima di un bambino. Nel tempo e dopo una separazione, arrivo ad avere una casa sempre pronta per un ritratto da rivista di arredamento, che però metteva a disagio gli ospiti. Poi mi sono sciolta ho smesso di controllare tutto e mi sono rilassata, ciononostante il mio compagno mi chiamava affettuosamente 'orsetto lavatore'... Diceva che non spolveravo, ma lavavo i mobili... Vagli a spiegare che al mare si fa così per via della salsedine... In effetti però a pensarci in quel periodo vivevo a Roma... Vabbé... Poi ho insegnato a mia figlia a tenere in ordine la tana, a tenerla in armonia perché: quello che è fuori è dentro. Nel mentre ho imparato che essere disordinati si può e a guardare al mio disordine come indicatore di come sto dentro. Ho imparato ad essere paziente con me stessa, perché oggi sono prevalentemente disordinata. Del resto non si dice che i geni sono disordinati?! 😂 Ancora un vabbé... ma la mia anima sa come stanno le cose e vola libera e felice nelle immensità del cosmo... Nel mentre seguo Andrea per tentare di trovare un equilibrio.
  • Giancarlo Laici 02/05/2020 alle 17:55 su E Tu stai facendo Ordine? Riflessioni sull’Ordine e Disordine ai tempi del Covid 19Ciao Andrea , come sempre navighi nelle nostre emozioni e sai sempre di più sollecitare la nostra parte buona a frequentare la tua palestra per la mente. Ci sarò !!