E tu stai facendo ordine?

Mi trovo nella mia camera e sono con mio fratello. Scarpe, vestiti, libri, quaderni. Il caos, come solo due adolescenti maschi possono generare. Il mio migliore amico si propone di aiutarci, evidentemente l’Ordine quello con la O grande, è  per lui  una priorità. Comincio a capire che le persone sotto questo punto di vista non sono tutte uguali. Ciò che per lui è importante, per noi non lo è.

Qualche anno dopo alle mie prime esperienze professionali mi trovo ad essere mentalcoach  di un importante amministratore delegato che mi accoglie come sempre nel suo ufficio, dopo la nostra partita di squash. Una massa di fogli apparentemente senza senso, la sua mano che, decisa, va verso quella pila disordinata e tira fuori la cartellina con il mio nome. Mentre appare, io rimango sconcertato e meravigliato, comincio a capire che ordine e disordine sono due parole che possono avere varie sfaccettature. Come fa a trovare proprio la mia cartellina, sepolta sotto a quell’apparente disordine? Questo episodio sedimenta nella mia memoria, fino ad arrivare a essere uno dei temi ricorrenti delle mie aule. 

Infine con emozione mi ritrovo in una libreria e attendo paziente di farmi firmare la copia del libro di Luciano De Crescenzo “Ordine e Disordine”.  La dedica recita “ “Ad Andrea che non può che appartenere all’ordine”. Sorrido ancora rivedendomi stupito e pensando ai miei molti mondi alcuni dei quali così disordinati e ancora una volta rifletto sui significati profondi. Forse la mia cartellina “The bridge” tanto in voga all’epoca, la mia bella cravatta e un vestito di buona sartoria, hanno tratto in inganno chi mi stava guardando. Ancora una volta mi accorgo che ci sono diverse possibilità di cogliere il significato profondo delle cose.

Ordine e disordine sono magiche parole che ci accompagnano sin dall’infanzia. Veniamo tutti da famiglie dove il concetto di ORDINE può essere stato interpretato in maniera diversa. Esistono mamme con le pattine, mamme che invece lasciano correre, mamme con gli indumenti negli armadi divisi per colore, mamme invece che sono all’opposto e vivono un fragoroso e divertito disordine, trasferendo a tutta la casa un senso di libertà e anarchico “lasciare correre”. La mamma per antonomasia è quella di Brignano, che mette ordine, sempre, perché non si sa mai……. potrebbe arrivare qualcuno.

Ordine e disordine sono parole “trasversali” che corrono all’interno di tutta la nostra esistenza. Ci accompagnano, alle volte ci preoccupano, possono generarci sensi di colpa e possono addirittura entrare nelle relazioni sentimentali come potente ago della bilancia. Si sa, le donne vengono da Venere, dove tutto è ordinato, gli uomini da Marte. Ordine e disordine in questo caso sembrano rappresentare mondi inconciliabili, che solo con Amore e pazienza possiamo fondere in un progetto comune. E sono certo che ognuno di noi, se non per esperienza in prima persona, abbia nella propria cerchia di amici qualcuno che ha animato le serate raccontando episodi molto molto rappresentativi.  

E tu, sei una persona ordinata? Prova a valutare le cose che ti circondano, l’ambiente che hai creato. La tua cantina, così come il tuo desktop, la tua camera, così come la tua auto, in che stato si trovano? E la tua mente? E che dire della Tua Anima?

Personalmente ho sempre avuto con l’ordine (e quindi con il suo opposto) un atteggiamento ambivalente. Per molto tempo ho creduto che si potesse essere disordinati e nello stesso tempo avere ordine mentale . Ho patteggiato spesso con me stesso in un mare di carte, cercando di auto-assolvermi con l’indulgenza di chi sa di non avere ragione, dicendomi che in fondo la faccenda dell’ordine è un inutile proiezione inventata dalle mamme dell’antichità. Ma soprattutto convinto che ordine=noia. Ordine= poca fantasia. Ma poi, proprio per gli studi approfonditi che vi spiegherò fra poco, è almeno dal 2003 che ho capito invece l’importanza di essere ordinati. Che archivio le cartelle digitali con cura e una logica basata sulle mie Aree di Vita. Che ho fatto pace con me stesso, cogliendo l’importanza di un processo ordinato.  

Studiando da tanti anni il cervello e le neuroscienze e cibandomi del talento di tanti autori come Stephen Covey ( e molti altri che per praticità non cito qui ma dei quali avremo modo di parlare in maniera approfondita se ci incontreremo nelle mie sessioni), mi sono infatti reso conto che Ordine ha a che fare con il concetto di priorità. Covey ci spiega che per mettere ordine dobbiamo cominciare dalle cose importanti per noi, e che in questo risiede la nostra vera Leadership personale. Covey ci spiega che definendo l’urgenza di queste cose esercitiamo il nostro vero Management personale.

Siamo veramente sicuri di sapere quali siano? Sappiamo veramente ascoltare quella voce interiore che ci dice quando i nostri valori sono soddisfatti perché quelle, proprio quelle e non altre, sono le cose per noi davvero importanti?

In questo periodo nel quale nelle nostre case non entrano ospiti e quindi non dobbiamo mettere a posto per forza, è necessario interrogarci sull’ordine interiore, su quanto ordine ci sia nella nostra Anima e nel nostro Cuore. Quanto la nostra Mente sia ordinata. Quanto sappiamo rispettare l’Ordine naturale a cui tende il nostro Corpo. Insomma in poche parole, si tratta di fare ordine dentro di noi.

In momenti come questo e senza retorica è necessario fare ordine nelle nostre vite.

Quando tutto si ferma per un tempo così lungo e ci si immagina una ripartenza, quando come in questi mesi tutto è cambiato fuori e dentro di noi, è necessario che per ricominciare nel modo adeguato ci poniamo delle domande.

Sono domande toste, non tutti siamo abituati a farle, soprattutto a noi stessi.

Ed è chiaro quindi che da questa apparente immobilità possiamo ricavare qualcosa di buono. Per fare ordine nel tempo che viviamo, per fare ordine nelle nostre vite.

Arriveranno venti giusti per tutti noi, per parafrasare Seneca. Ma esistono venti gusti solo per i marinai che sanno dove andare.

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