La gestione del cambiamento: il ruolo del Mental Coach
La Repubblica – 25 ottobre 2024
In questa intervista su La Repubblica, Andrea Di Martino esplora l’importanza del Mental Coaching nella gestione del cambiamento, raccontando come le competenze di intelligenza emotiva possano aiutare leader e professionisti a navigare le sfide moderne con maggiore consapevolezza e sicurezza. Un approfondimento sulle tecniche e i benefici che il coaching porta a individui e aziende, evidenziando il ruolo centrale di una guida empatica e strategica.
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Andrea Di Martino, fondatore di MentalCoach.it e del Metodo ADM: lo specialista vanta un’esperienza trentennale unica nel suo campo
Salute mentale e benessere psicofisico sono sempre più importanti e nel contesto attuale la figura del Mental Coach è molto richiesta. Lo sa bene Andrea Di Martino, un professionista che ha iniziato la sua attività nel 1989 specializzandosi durante l’università con la società Super Learning, diventando negli ultimi vent’anni uno dei migliori Trainer e Coach in Italia. Da ben trent’anni, più precisamente dal giugno 1994, infatti, quella del Mental Coach e dell’Emotional Trainer è la sua unica professione. Oggi Andrea Di Martino è considerato uno dei pionieri della disciplina: si è fatto conoscere per i suoi lunghi periodi di attività presso alcune “big” come Ferrari, BMW, TIM, Mercedes Benz, Jaguar Land Rover, Abbvie e Bulgari. Attualmente offre il suo supporto ad aziende multinazionali e nazionali importanti, Pmi e singoli individui, e si occupa del portale MentalCoach.it, sito ricco di contenuti che è il punto di riferimento per i suoi allievi.
Una delle aree di intervento più importanti per Andrea Di Martino è quella della Gestione del Cambiamento. E proprio pochi giorni fa si è svolta la Convention nazionale di CSN Collision dal titolo “Come Essere Leader del Cambiamento”, dove Andrea è stato invitato come speaker di punta insieme a personaggi di respiro internazionale.
L’obiettivo di Andrea Di Martino è quello di aiutare le persone a capire perché sia importante cambiare e soprattutto far capire dove e come cambiare, senza ovviamente costringere nessuno a farlo. Diverse persone sanno bene che devono migliorare la propria esistenza, che devono apprendere qualcosa di diverso, ma non sono solite accettare che per farlo serve cambiare. Non basta, insomma, solo la consapevolezza.

Il cambiamento però non è facile
e per nulla scontato. I dati forniti da Six Seconds (network globale esperto di Intelligenza Emotiva e Change Management) mostrano infatti che solo il 30% dei processi di cambiamento avviati raggiungono l’obiettivo finale. Tra i motivi del fallimento (70% dei programmi avviati) il 27% è dovuto alla resistenza al cambiamento, il 23% al mancato esempio del leader, il 10% a risorse o budget insufficienti e il restante 10% ad altri ostacoli.
Secondo Di Martino è poi importante,
che le persone sappiano quelli che sono almeno due importanti miti da sfatare su questo processo. Innanzitutto, il cambiamento non è un percorso lineare, ma circolare. Inoltre, non si collega ai numeri, non è qualcosa di razionale, ma è strettamente correlato alle emozioni. “Se una persona non è coinvolta, non si ottiene il cambiamento. Sono le persone che decidono di cambiare”. Come Mental Coach basa il suo lavoro e interviene basandosi su tre fasi: Motivare, ovvero coinvolgere le persone e dar loro motivazione; Attivare il cambiamento; Riflettere sui motivi per cui si è agito e sulle azioni intraprese.
Al giorno d’oggi, però, ciò che conta davvero è iniziare subito ad agire se si ha intenzione di cambiare. Troppo spesso le persone pensano a lungo sul da farsi, pianificano tutto e poi agiscono. I tempi sono diventati troppo veloci per fare in questo modo. È importante cominciare subito e pensare a eventuali miglioramenti durante il processo di cambiamento. “Bisogna far girare, attivare la ruota”, sottolinea Di Martino. Questa ruota però deve girare con le emozioni giuste, ovvero con entusiasmo, coraggio e curiosità, non, per esempio, con frustrazione, paura e critica. Il Mental Coach interviene anche per regolare questo aspetto fondamentale proprio attraverso le tre fasi sopra indicate, in particolare coinvolgendo le persone, “attivandole”.
L’aspetto principale e alla base di tutto è l’essere artefici del proprio cambiamento.
“Bisogna passare dall’essere reattivi all’essere proattivi. Se attorno a noi c’è un cambiamento in atto, bisogna adeguarsi ad esso, ma scegliendo di essere artefici di quell’adattamento”, spiega Di Martino. Non basta quindi prendere coscienza della necessità di cambiare, ma ciò che conta è l’azione. “Bisogna essere pronti a trasformarsi, al cambiamento. Se si vuole migliorare serve uno sforzo da parte della persona”.

Di Martino e MentalCoach.it diventano dunque “maestri” nel far accettare alle persone che bisogna effettivamente cambiare. Si occupano non solo di aziende, ma anche di individui e svolgono la loro azione attraverso strategie e metodi costruiti su misura per ciascun cliente, basandosi su test scientificamente validati e riconosciuti internazionalmente.
Tutti coloro che sono interessati ad approfondire questi temi possono scaricare gratuitamente Le Tavole di Andrea sul Cambiamento dalla sezione “Change Management” del catalogo sul sito MentalCoach.it.