E tu, sei pront@ a ripartire dopo le vacanze?
Nel nostro viaggio terreno, meraviglioso e imprevedibile, ci ritroviamo per la maggior parte del tempo impegnati sulle corsie affollate di un’autostrada, a spingere sull’acceleratore per non restare indietro, stando attenti a chi cerca di sorpassarci a destra e a sinistra, anche in modo poco prudente.
Poi, in alcuni ritagli dell’anno, abbiamo la possibilità di imboccare momentaneamente una stradina poco trafficata, con un bel panorama sereno, in cui il nostro incedere decelera.
Una guida rilassata prima di immetterci nuovamente nelle vie trafficate della frenetica quotidianità, con i nervi tesi e l’occhio sempre fisso all’orologio per evitare ritardi.
Le vacanze sono un po’ questo: una deviazione temporanea dal traffico impazzito di ogni giorno. Nell’articolo precedente ( a questo link) abbiamo visto insieme come gestire al meglio la vacanza, come ottimizzarla e goderne ogni momento in pienezza; in questo articolo parleremo del rientro sull’autostrada, sul come ripartire e ritrovare il ritmo giusto senza “scossoni”.
Non è semplice. Non è neanche piacevole, a volte. Il mondo anglosassone ha addirittura coniato un’espressione ad hoc per esprimere la sofferenza emotiva di questo rientro: post vacation blues.
Rimettersi dietro ad una scrivania, che sia a scuola o a lavoro, indossare nuovamente gli abiti del dovere può generare in alcune persone una leggera forma ansiosa o depressiva, certamente transitoria e facilmente risolvibile, ma che però fa ben sentire la sua fastidiosa presenza.
E le tue vacanze?
Spero siano andate bene! Come le hai trascorse?
Ti hanno rigenerato/a?
E, soprattutto, sei pronto/a a ripartire?
Un mio evento del 2017 si intitolava “Ri-#PartydaQui !!!!” dove si comprendeva partecipando all’evento, che il Qui da dove ripartire era il famoso Ri-ParTi da Te; proprio a questo slogan che vorrei agganciarmi per suggerirti un modo per ripartire dopo la pausa estiva: riparti da te stesso/a, ascolta la tua voce interiore e lasciati guidare da essa.
Spero con tutto il cuore che tu abbia avuto il tempo e il modo di calmare la tua mente, di ripulirla da tutti quei rumori che lo stress quotidiano del lavoro le scarica addosso come scorie di una fabbrica.
Spero che tu abbia così la possibilità di ascoltarla in profondità, lasciando da parte le piccole cose, i piccoli traguardi del quotidiano lanciandoti nell’ascolto e nell’abbraccio delle grandi domande esistenziali: “dove vado, perché sono qui?” E, più di tutte, “qual è il contributo che posso lasciare con il mio passaggio in questa vita?”
Non sono semplici domande, sono fili che ci legano a tutti e al tutto. Sono terminali invisibili che se abbiamo la volontà e la voglia di afferrarli, tirandoli a noi con grazia e consapevolezza, ci avvicineranno al prossimo in una connessione empatica che ci permetterà di comprendere meglio il senso delle cose. Il senso a lungo termine.
Fatti questa domanda, ora: “cos’è davvero importante per te?”
Ripartire da sé vuol dire, infatti, farsi domande potenti per individuare i valori.
Se non hai ancora una tua risposta, se ti senti un po’ disorientato/a nell’individuarli posso aiutarti con l’Audioform sulla Gestione del Tempo con l’Intelligenza Emotiva che trovi qui sul mio sito ( a questo link).
Se vuoi toccare con mano la qualità che troverai nell’Audioform completo, puoi partire anche con il Bonus gratuito di anteprima, dove troverai la Prima traccia Audio, l’esclusivo E-book dal titolo: “L’Arte di Gestire il Tempo” e l’anteprima del Workbook per fare gli esercizi. ( Bonus Gratuito a questo link).
Ti consiglio questo primo step perché sono convinto che tutto parta dalla capacità di gestire i propri tempi. Credo che dovremmo imparare a dominare il Tempo e a non esserne metaforicamente divorati come fece Kronos con i suoi figli, in un’immagine efficace del Tempo che “mangia” gli esseri viventi nel suo inarrestabile incedere. Lasciamolo a digiuno e dettiamo noi le regole!
Dettiamo noi i ritmi del nostro Tempo!
Facciamolo gestendo consapevolmente la nostra parte fisica e mentale, la prima che ci permette di vivere e la seconda di apprendere.
Gestiamo la nostra parte emozionale per amare, quella spirituale per lasciare un contributo al prossimo e al mondo: lasciamo un segno.
Ecco: focalizziamoci sul SEGNO. Il nostro senso di scopo.
Qual è il tuo?
Proprio stamattina scrivevo sul mio diario che siamo la somma delle nostre abitudini.
Quando nel 1989 ho iniziato questo mio percorso umano e professionale, rimasi folgorato da questa frase: siamo la somma dei nostri pensieri. Nel tempo ho capito che siamo una somma di tante altre cose: delle emozioni, delle esperienze. E delle abitudini, come ti dicevo poco fa.
Come possiamo individuare le nostre abitudini?
Credo che, intanto, le abitudini siano quei comportamenti e tendenze che abbiamo e manifestiamo non in vacanza ma quando siamo sull’autostrada: il nostro modo di tenere il volante, di guardare negli specchietti, di muoverci tra le varie corsie della vita.
Osserviamo perciò i comportamenti che attuiamo quando non siamo in vacanza, “lavoriamo” su quelli, comprendiamoli, diamogli un origine e un senso e poi, se necessario, modifichiamo quelli su cui abbiamo potere.
Quando non siamo in vacanza… Ma quand’è che siamo o non siamo in vacanza? Le vacanze si sono ristrette in modo importante negli ultimi anni come panni nella lavatrice, con lo smart working a ben rappresentare l’ibridazione del tempo lavorativo e quello extralavorativo.
Una soluzione, forse improponibile per la maggior parte delle persone ma probabilmente applicabile ai liberi professionisti, sarebbe quella descritta in questa combinazione numerica: 9, 3, 4.
Nove mesi l’anno, tre settimane al mese, quattro giorni a settimana dedicati al lavoro intenso con il tempo rimanente dedicato a te stesso e al tuo relax.
Il mio è solo uno spunto: prova a trovare la tua combinazione numerica in base alle tue esigenze e possibilità, ricordandoti che anche all’interno della giornata è necessario rifugiarsi in delle oasi per recuperare le energie e non arrivare alla sera con il fiatone…
Ma di questo ne parleremo meglio e in modo più approfondito in uno dei prossimi articoli.
Restando in tema, ti saluto con un invito a cui tengo molto: a fine ottobre potrai partecipare gratuitamente all’ Eq Cafè dal titolo “Senso di scopo”, un modo per ripartire alla grande da te stesso/a.
Ti aspetto!
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