E tu, sei in vacanza?
Sto scrivendo questo articolo con gli occhi cullati dalle onde del meraviglioso mare del Gargano, con mio figlio che si è travestito da puntino lontano e che su quelle stesse onde si sta godendo le sue meritate vacanze su un agile wind surf.
Ho iniziato a scrivere questo articolo con un’intenzione originaria precisa, ma dopo queste poche righe già mi sento strattonato da un’altra considerazione che reclama la mia attenzione: vuole intromettersi e diventare lei la protagonista di questa paginetta. E forse tutti i torti non li ha perché è una considerazione intonata al periodo e anche all’argomento originale che, dopo questa piccola parentesi, andrò a sviluppare.
La considerazione corsara è questa: in questa nostra società attuale esistono ancora le vacanze? O ci dobbiamo allineare a questo concetto di semi-vacanza o vacanza alternata che ormai sembra la regola per tutti o quasi tutti?
Guardando mio figlio scivolare con la sua tavola sull’acqua mi è venuto in mente di come gli studenti pre universitari forse siano davvero tra i pochi ancora a godere di questa separazione distinta tra lavoro e vacanze. Materie da recuperare a parte…
Sì, perché la maggior parte delle persone ormai è incastrata più o meno consapevolmente, più o meno volontariamente, in questa clessidra immaginaria in cui i granelli del lavoro cadono dall’alto e si confondono con quelli della vacanza, fermi sul fondo della clessidra, ritrovandosi poi mischiati gli uni con gli altri in una dimensione temporale che non riusciamo bene a capire e a gestire.
Come possiamo separare questi granelli, come possiamo vivere e interpretare con pienezza la dimensione vacanziera dei tanto sospirati giorni di relax post lavoro?
Qual è l’approccio che il mental coach consiglia per se stesso e anche per te durante le vacanze?
A mio avviso bisogna onorare la parola vacanza. In questo mondo sempre più inevitabilmente digitale bisogna avere la volontà e la capacità di riservarsi dei momenti in cui il nostro cervello si spalmi la crema solare, indossi un bel costume colorato e si metta totalmente a riposo su una comoda sdraio. Diamogli un po’ di respiro, se lo merita!
Lo so cosa stai pensando, perché è un pensiero che infastidisce anche me con la sua vocina querula: “Se stacchi dal lavoro e metti via il cellulare poi rimarrai indietro con le mail, non sarai aggiornato e poi dovrai rimetterti in pari faticando e bla bla bla…”
Tu sei pronto a questa rinuncia? Non è facile, e non ti nascondo che anche io devo lottare per riporre lo smartphone nella sua gabbietta quando arriva un periodo in cui voglio concedermi una sana dose di detox digitale. No, non è facile, ma quando mi godo il silenzio delle notifiche assenti e dei trilli lavorativi la soddisfazione che provo è un balsamo che irrora ogni poro della mia realtà. Interna ed esterna. Perché i benefici sono ovunque.
Spero che anche tu abbia questa voglia e questa forza di separarti dal tuo device, perché davvero non ti voglio immaginare sotto l’ombrellone che guardi le mail… A meno che tu non abbia scelto proprio l’ombrellone per sbrigare questi uffici dedicando il tuo riposo ad un’altra situazione.
Sì, perché questa è una possibilità. Una possibilità che si rifà al vecchio ma sempre valido concetto di ancoraggio.
Hai l’occasione e la possibilità di gettare l’àncora dove e quando vuoi. Hai voglia di una vacanza con una parentesi lavorativa? Va bene, e il mio consiglio è di attrezzarti per ancorare bene dei luoghi in cui tu ti occupi non del presente (il mare, il vento, i sentieri di montagna ecc) ma di qualcosa che è distante (il lavoro, le tue mail ecc) godendo però del beneficio dello iodio, dell’aria pulita, del silenzio.
L’ancoraggio implica non solo la scelta di un luogo ma anche di un abito, di una postazione precisa.
Quando io mi ritrovo in una semi vacanza, cioè in un luogo meraviglioso dove la maggior parte delle persone che mi circondano sono in vacanza piena, che cosa faccio quando devo lavorare?
Per prima cosa mi cambio di abito. Indosso indumenti lontani dalla vacanza, quasi da ufficio. Mi pettino in un certo modo, domo i ciuffi ribelli, allestisco una postazione ad hoc e costruisco il setting per lavorare.
Al termine della parentesi lavorativa esco dal personaggio, come un attore che cambia ruolo sul set della propria fiction, e torno ad indossare i panni, concreti e metaforici, dell’Andrea vacanziero e spensierato. O che almeno ci prova!
Possiamo insegnare al nostro cervello che in quel luogo, in quella posizione, con quell’abito noi siamo in un certo setting mentale. È un atteggiamento utile non solo nelle vacanze ma anche nella vita di tutti i giorni, dove una tecnica del genere può aiutarci a sigillare e separare in compartimenti stagni le diverse aree della nostra quotidianità evitando che strabordino le une nelle altre.
Come i granelli della nostra clessidra di inizio articolo…
Voglio intingere questo articolo nella pratica, in un aspetto che ormai coinvolge praticamente tutti: come usare i social? Vuoi davvero essere ancora quello che fa un bagno meraviglioso in acque cristalline e lo fa sapere a tutti? Va bene, non c’è nulla di male… però non lo fare proprio in diretta, ma a fine giornata perché altrimenti rinuncerai ad essere presente. A vivere il momento.
Il mio consiglio è di allenarti in queste vacanze a essere presente, in modo che questi momenti contribuiscano ad essere i mattoni della costruzione di un passato meraviglioso che domani ricorderai con affetto e gratitudine.
Ti auguro davvero il Meglio.
Vuoi continuare ad esplorare le meravigliose potenzialità della tua mente e scoprire il potere delle tue Emozioni?
Partecipa ai nostri prossimi eventi



Sono a casa bloccato da una gamba ingessata alterando riposo forzato e lavoro con computer, mail, telefono e il pensiero più volta mi ha travolto ormai possiamo lavorare ovunque e in qualunque momento o vogliamo lavorare ovunque e in qualunque momento, eppure io stesso ho sperimentato e provato che staccare (ricordo che mio padre mi diceva più volte “per vivere sereno devi imparare che fuori dal lavoro hai un’altra vita, indossi un’altra vestito”) ti aiuta a ripartire con più carica, come se avessimo superato e salvato in un game un livello superiore. È così appagante vivere il momento, essere presente, quando sei dove vuoi e con chi vuoi e non solo per noi, ma per chi è con noi.
Grazie Marco delle
Tue preziose parole.
Mi auguro la guarigione proceda per il meglio.
Faremo tanti livelli superiori insieme di questo game chiamato Vita.
Ti abbraccio
Andrea
Andrea , quello di un passato meraviglioso , e di un presente consapevole , con il qui ora adesso, è sempre la via giusta e l’approccio migliore che possiamo seguire . Dal 14 sarò in ferie anche io fino al 2 Settembre , e già so che dopo il 19 avrò dei momenti in cui dovrò fare qualche attività lavorativa, però sarò molto concentrato nel non mischiare tutto ed ad evitare che la mia vacanza possa esserne rovinata . Buone vacanze a te e a prestissimo
Grazie Roberto delle tue condivisioni! Sono certo tu sappia fare il Meglio della cosa più preziosa che abbiamo insieme al nostro corpo : il nostro tempo in questa esistenza.
Enjoy your time
Andrea
Andrea é giusto quello che dici la vacanza dovrebbe essere “vacanza” io da pensionato e non avendo altri impegni se non quello di fare il nonno anche se non a tempo pieno, purtroppo devo constatare che siamo diventati schiavi della tecnologia e se decidiamo di spegnere i cellulari volontariamente é un ottimo esercizio per la mente, ma guai a non avere “campo” cosa che é successa a me nella settimana di vacanze che ci siamo concessi io e Grazia .Vacanza rovinata in un posto meraviglioso Nerano dove la tanto decantata compagnia telefonica…..e mi viene alla mente uno spot pubblicitario di Fiorello non ti permette non solo di avere dati ma addirittura ti priva della possibilità di telefonare, ricordo con tenerezza di essere andato a fare campeggio in quel posto 25 anni fa’ e dovetti ripartire lo stesso giorno per lo stesso motivo che sto lamentando oggi, mio figlio allora diciottenne appena arrivati si accorse di non poter comunicare con la sua ragazza perché non c’era campo, sempre la stessa compagnia telefonica che non nomino ma penso si sia capito.Ti auguro buone vacanze e i granellini si possono anche non mischiare purché sia una tua decisione…non una imposizione esterna altrimenti non esiste vacanza che tenga.Ti abbraccio
Ciao Domenico, grazie per aver condiviso i tuoi pensieri e le tue emozioni a riguardo.
Credo che tu abbia fatto centro su un Focus fondamentale: La libertà di scelta.
Noi possiamo esprimerci al meglio se possiamo scegliere le nostre risposte soprattutto se desideriamo che queste risposte siano intenzionali.
Fare scrolling con il pollicione nella stessa maniera di come si cambiano i canali con il telecomando in tv, la maggior parte delle volte non è una scelta intenzionale, e
Il nostro tempo la nostra vita viene cestinata in un piccolo schermo.
Nerano. Mi porti alla memoria uno dei posti più belli che abbia mai visto, che ho spesso nominato per avere quelle caratteristiche di mare che cerco; ci andai in moto Qi tempi del liceo classico, non c’erano i telefonini.
Ora che so che non c’è campo e di quella compagnia telefonica di cui anche io usufruisco magari mi organizzo per passarci un dei miei periodi di digital detox 🙂
Magari in privato mi consigli dove soggiornare.
Ti mando un grande abbraccio ancora qui dal posto che sai!
Andrea