Accompagnati da un tempo ballerino, capriccioso come se fosse un marzo ritardatario, ci stiamo preparando per organizzare il prossimo Eq Café dedicato all’ottimismo, declinato nella sfera della fiducia.

Quest’anno sono tre gli Eq Cafè dedicati all’ottimismo: quello che è in arrivo secondo la prospettiva della fiducia è stato preceduto da quello incentrato sullo scopo e che vedrà poi, come ultimo momento, quello in cui l’ottimismo verrà declinato nell’ottica del coraggio.

Fiducia. Istintivamente mi viene da pronunciarla con lentezza e rispetto, come se fosse una parola sacra. E forse sacra lo è davvero. L’etimologia, infatti, ci dice che deriva dal latino fidere, aver fede.

Chi ha fede ha fiducia. Chi ha fiducia ha fede.

Ma cosa vuol dire avere fiducia? Chi ha fiducia sta suonando una parte della tastiera dell’ottimismo. Forse le note basse, se vogliamo dargli una collocazione spaziale sui tasti. Note basse e profonde come un pensiero che si spinge nel futuro, si dilata nel domani che ancora non c’è con la leggerezza di una nuvola sospinta dalla speranza. Perché, in fondo, di questo si tratta: di avere speranza in qualcosa o in qualcuno nel futuro.

Affacciandoci dalla finestra dello stato attuale delle cose allunghiamo il collo e ci proiettiamo avanti, riponiamo la nostra fiducia in qualcosa o qualcuno… Riponiamo la nostra fiducia perché crediamo di prevederne il comportamento.

E tu, ti fidi? Prima di guardare all’esterno, ti fidi di te stesso? Delle tue competenze, delle tue capacità, delle tue emozioni. Ti fidi?

Perché non provi a scrivere su un foglio il grado di fiducia che nutri per te stesso? Su una scala da 1 a 10, dove collochi la “tua” fiducia? Magari è proprio quel valore, alto o basso che sia, che colora alcune situazioni esterne e dà loro una spinta, in una direzione o nell’altra.

Stephen M.R. Covey, uno dei figli di Stephen Covey, (ho avuto il piacere di frequentare entrambi di persona) ha scritto The Speed of Trust, un testo illuminante perché fa capire quanto la fiducia possa impattare positivamente nel mondo del business.

Il mio DNA da prof di matematica ogni tanto rialza la testa e mi costringe ad abbozzare formule matematiche ben illustrate nel libro di M.R. Covey: la mancanza di fiducia (F↓) è uguale ad un maggior tempo per fare le cose (T↑) e ad un maggior costo (C↑) per fare le cose. Girando le freccette, una maggiore fiducia (F↑) conduce ad un minor tempo (T↓) per fare le cose e a costi minori (C↓).

Guardiamolo nel pratico. Se non ho fiducia nel prossimo, vorrò tutelarmi dai pericoli e dalle minacce che vedo o che immagino potenzialmente vicine. Quindi cercherò di mettere un muro tra me e loro. Una bella porta blindata è un baluardo che fa al caso mio. Però è parecchio costosa. E ogni volta che devo aprirla o chiuderla impiegherò più tempo rispetto ad una porta normale, economica e che si accontenta di un paio di giri di chiave. Corro il rischio, ma se ho fiducia nel prossimo guadagno tempo…

Prendi di nuovo foglio e penna e chiediti: “E io, quanta fiducia ho nel prossimo?

Stavolta il valore sarà tendente al 10 o allo 0?

Joshua Freedman, nel modello di Vital Signs di Six Seconds, inserisce la parola Fiducia in mezzo a quattro punti importanti: motivazione, cambiamento, lavoro di squadra, esecuzione.

La fiducia diventa importante perché, se le persone si relazionano tra di loro con un sentimento di fiducia, generano un moto di sicurezza, di serenità; la fiducia ci invoglia a prendere dei rischi, a condividere le informazioni e le emozioni, ci aiuterà ad innovarci e perciò andremo OLTRE la nostra comfort zone che è il fulcro del miglioramento. Solo se noi facciamo delle cose al di fuori della nostra zona di comfort abbiamo la possibilità di migliorare.

Sì, vale in qualunque campo. Se c’è la fiducia, le persone si sentono motivate, responsabilizzate a fare di più del minimo richiesto (Motivazione); hanno bisogno di cambiare (Cambiamento), percepiscono un sentimento di collaborazione e comunicazione (Lavoro in squadra) e soddisfano il bisogno di essere focalizzati e affidabili (Esecuzione).

Forse mi sono dilungato, ma è un tema enorme che non ama i vestiti stretti, vuole muoversi comodo. Ti lascio con un ultimo aneddoto. Avevo un piccolo sogno personale: raggiungere mia moglie ad un congresso a Parigi e volevo farlo insieme alla mia monoruota, che a causa della sua batteria al litio non può essere imbarcata in aereo. La prendo, la porto con me alla Stazione Termini quindi sul treno Roma-Milano, mi siedo al mio posto, pronto e felice per partire quando la voce del capotreno ci annuncia la soppressione del viaggio causa maltempo. Dopo un momento di sbandamento, ho esercitato l’Intelligenza Emotiva: ho ascoltato l’annuncio che si ripeteva altre volte, ho respirato con calma, ho contato ben più di 6 secondi e ho avuto fiducia di poter arrivare comunque in tempo prendendo il successivo treno Milano-Parigi.

E così è stato.

Questa fiducia è stata alimentata di volta in volta: man mano che mi avvicinavo a Milano aumentava la consapevolezza che potevo farcela. La fiducia alimenta la motivazione, e più hai aspettativa di riuscita più sei motivato ad impegnarti.

Sempre se tutto è importante per davvero…

In questo caso ho avuto fiducia nel sistema, il mio sforzo è stato solo quello di avere fede perché, oggettivamente, non potevo influire più di tanto sugli eventi.

Dovevo solo farmi trovare pronto a correre con bagagli e monoruota per giungere 3 minuti prima della partenza. Ed è stato possibile grazie alla fiducia.

 

A questo punto, un’ultima domanda per te; chieditela come hai fatto prima: “E io, ho fiducia nel sistema?”

Dopo aver segnato il tuo valore sul pezzo di carta, guarda i tre numeri che hai tracciato, moltiplicali tra loro, tieni traccia di questo numero e chiediti se la fiducia è davvero il centro della tua vita.

Se così fosse, ma anche in caso contrario, non mancare di prenotarti ai prossimi EQ Cafè e ci confronteremo sui nostri numeri .

Ho fiducia che ci sarai…

Andrea
Mentalcoach.it


Vuoi continuare ad esplorare le meravigliose potenzialità della tua mente e scoprire il potere delle tue Emozioni?
👉 Partecipa ai nostri prossimi eventi

Comments (7)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *