La maggior parte degli ombrelloni sono tornati in garage o in cantina, i rimasugli delle creme solari riposano sul fondo dei loro tubettini, sistemati in qualche cassetto in attesa di essere spremuti del tutto tra un anno. 

Anche io ho da poco ultimato questa sorta di passaggio di consegne tra vacanza e ritorno alla “normalità” e mi è sorta spontanea una domanda che voglio condividere con te: a cosa servono le vacanze? A cosa servono a me? A cosa servono a te?

Istintivamente, la risposta più immediata è ovviamente che servono per riposarsi, per recuperare le energie, festeggiare, divertirsi.

Non credo che sia una risposta troppo lontana dalla verità, ma è proprio quella che centra meglio l’obiettivo che sto cercando di indicarti con questo articolo?

Uniamo le forze, proviamo a tendere insieme l’arco e impegniamoci ad indirizzare la freccia nel centro del bersaglio.

Inizia tu: le vacanze che hai appena trascorso o che stai finendo di trascorrere, ti hanno dato quello che desideravi prima che iniziassero?

Pensaci senza fretta, io intanto ti dico la mia e a fine articolo tireremo le somme dei nostri ragionamenti.

Credo fortemente che nel mondo dell’eccellenza, del miglioramento, del contatto con noi stessi, le vacanze servano certamente per rigenerarsi, a ricaricare queste batterie che durante l’anno abbiamo stremato, strizzato come spugne portandole al limite, a volte anche oltre…

Una carica che proviene dai quattro elementi fondamentali della Natura – aria, terra, acqua, fuoco – che, durante le vacanze, incontriamo sotto forma di raggi solari, falò sulla spiaggia, venti di collina e montagna, brezza marina e così via.

Una carica che, secondo me, ha senso se poi viene sprigionata e messa in campo nelle cose che voglio fare: nella mia direzione, nel mio scopo, nel mio senso nobile.

Un atteggiamento, una predisposizione, una mentalità che rende le vacanze meno egoistiche e cariche di quel senso di responsabilità grazie al quale rimettiamo in circolo, al servizio del prossimo, un’energia rinnovata, pulita, disintossicata dai residui di un anno faticoso e “inquinante”.

Per ciò che riguarda me, Andrea, io sento il bisogno e so che è saggio prevedere dei periodi di ricarica individuale – o con le persone più vicine – proprio per poi andare a riversare queste energie per aiutare le persone a migliorare.

È questo il mio piccolo contributo, la mia goccia nel mare per migliorare il pianeta.

Se durante le mie vacanze penso che starei volentieri in quella condizione oziosa e spensierata tutta la vita, ed è un pensiero comprensibile, il senso di contributo secca come una piantina non innaffiata a dovere.

La mia soddisfazione, la mia energia si esaurisce in una gioia momentanea, in un relax che sicuramente mi donerà un piacere ma che non contribuirà in alcun modo alla crescita di ciò che abbiamo: la possibilità e, mi permetto di aggiungere, il dovere di aiutare a migliorare.

Know Yourself!
Choose Yourself!
Give Yourself!

Conosci te stesso, scegli te stesso, dona te stesso! Ha senso solo in questo modo…

Lo so, sto dicendo una cosa nuda e cruda. Però pensaci bene: se sono stato un po’ addestrato a pensare che le vacanze siano una cosa bella della vita e che rappresentino una parentesi, chiusa la quale si torna al dovere, al fare,  secondo me non è una bella esistenza; è un ragionamento che ti ingloba nell’ottica che bisogna aspettare più o meno un anno per riavere la stessa dose di vacanze e di benessere. Se si è fortunati da poterselo permettere…

Perché, allora, chiudersi in questo circolo vizioso deprimente quando ho la possibilità, sta solo a me deciderlo, di cambiare mentalità e innamorarmi anche del rientro dalle vacanze, non solo del loro inizio. Il Lunedì è il giorno più brutto della settimana? Perché non provare ad innamorarsi del lunedì cominciando a considerarlo per quello che è, cioè il giorno in cui il nostro contributo torna attivo dopo un week end in cui ci siamo ricaricati?

Capita anche a me qualche volta di rilassarmi senza costruire, ma credo che sia egoistico e non dia alcun contributo al mondo.

In che modo puoi cambiare mentalità?

Se, ad esempio, la tua passione è il golf puoi provare a diventare un insegnante di questo come di altri sport che ti appassionano; io mi sono inventato il mental golf per frequentare di più quell’ambiente! Ho trasformato questa mia passione, una delle tante, in un momento di crescita personale e in un piccolo contributo per il mio prossimo.

Io l’ho fatto con il golf, tu puoi farlo con ciò che vuoi!

Torniamo alla domanda che ti ho fatto ad inizio articolo: le vacanze che hai appena trascorso o che stai finendo di trascorrere, ti hanno dato quello che desideravi prima che iniziassero?

Questo settembre così carico di voglia di ricominciare ci proietta in un nuovo anno accademico, in un nuovo anno di formazione che mi spinge ad invitarti al prossimo  EQ CAFÈ che sfoggia un titolo estremamente attuale per essere i protagonisti emozionalmente intelligenti del nostro futuro: Ottimismo & Coraggio

Dopo gli incontri dal titolo “ottimismo e senso di scopo” e ottimismo e fiducia, credo che il terzo momento sia fondamentale dedicarlo proprio al coraggio perché è indispensabile averne tanto per trovare se stessi, saper scegliere come comportarsi e donare al mondo il meglio di sé.

Un insegnamento semplice donatomi da Madre Teresa di Calcutta che ho avuto la fortuna di incontrare dal vivo e che si condensa in poche parole: dai il meglio di te.


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