Lo spunto per questo articolo nasce da un sogno che mi è stato riferito da un mio conoscente. Più che dal sogno in sé, sono stato colpito da un particolare: tutti i protagonisti, comprese le comparse, indossavano la mascherina.

Mi dirai che il sogno va interpretato, che la mascherina potrebbe avere altri significati meno evidenti rispetto a quello più immediato legato alla pandemia. Non voglio sbucciare il sogno come una cipolla e liberarla dei suoi strati per arrivarne al cuore perché nelle mie sessioni di coaching, quando viene fuori l’argomento onirico, ne prendo semplicemente atto senza avventurarmi in interpretazioni.

Non perché non lo reputi interessante o latore di informazioni utili, ma soltanto perché lo lascio alle cure degli psicologi e degli studiosi di settore.

Sull’argomento ho una mia idea precisa, un’idea simile ad un corso d’acqua figlio di due affluenti nati da sorgenti diverse che poi si sono uniti: un affluente esperienziale ed uno più culturale.

Ho iniziato a studiare il sogno e il mondo che lo comprende intorno al 1989, per capire come potesse influire e potenziare le capacità mnemoniche e di apprendimento.

Gli scienziati ci dicono che c’è un maggior utilizzo di capacità mnemoniche e una concentrazione più lucida in presenza delle onde alfa, attive durante il sonno, rispetto alle onde beta che sono attive quando siamo svegli.

All’epoca, un pilota di una nota compagnia aerea mi disse che, per fargli migliorare l’inglese, la sua azienda lo aveva invitato ad utilizzare un apparecchio basato sul concetto di trasduttore osseo. Questo apparecchio ripeteva in continuazione vocaboli senza passare attraverso il condotto uditivo, ma appoggiandosi direttamente sulle ossa laterali del cranio, sotto l’osso temporale.

E il suo principio si basava sulle onde alfa, proprio quelle che emettiamo durante il sogno.

I risultati? Devastanti. Sì, il vocabolario del pilota si era notevolmente gonfiato, ma a quale prezzo? Il pilota confessava di essere inquieto, nervoso e di non riuscire più a riposare con soddisfazione.

Cosa era accaduto? Era accaduto che le onde alfa, quelle utilizzate nel super apprendimento e che vengono prodotte durante il sonno, venivano impiegate di notte per un lavoro a discapito di un altro che, per forza di cose, non poteva essere fatto in un altro orario.

Di notte, infatti, il cervello sembra prendere in mano scopa e paletta e ripulirsi di ciò che non gli interessa, spazzando via le informazioni inutili e sistemando per bene quelle a cui dare priorità. Se alla signora delle pulizie diciamo di sedersi e di impiegare il suo tempo ad imparare l’inglese invece che a pulire i pavimenti e i vetri, una volta finito il suo turno di lavoro troveremo gli uffici sporchi.

Meglio non disturbare il sonno: lasciamo che il cervello non venga distratto ed impegnato in attività che in quel momento della giornata non gli competono.

Per quanto riguarda la mia idea esperienziale dei sogni, sono convinto che quando prestiamo molta attenzione a qualcosa che accade di nuovo, di inaspettato, a qualcosa che cattura il nostro interesse, è molto probabile che lo andremo a rielaborare insieme ad altro materiale che ci ha colpito e che dal loro incontro vengano fuori delle composizioni ibride totalmente originali.

Se nostra figlia va a pattinare per la prima volta e, quello stesso giorno, il nostro vicino di casa cade da cavallo e andiamo a fargli una visita di cortesia, non è escluso che quella notte nei nostri sogni potrebbe farci visita un cavallo con i pattini!

Questo ragionamento porta a delle conclusioni che rappresentano anche un invito del mental coach.

L’invito a rispettare il sonno, a prendersi cura di questo contenitore e a trasportarlo con cautela nel viaggio notturno, a non scuoterlo, a ricordarsi la scritta FRAGILE stampata su uno dei suoi lati. Il suo contenuto, il sogno, risente del modo con cui abbiamo trattato il suo contenitore.

Iniziamo col creare la giusta atmosfera per un sonno tranquillo. Iniziamo ad addormentarci bene, serenamente. Molte persone si fanno prendere per mano dai tablet, dagli smartphone e da altri dispositivi elettronici e si fanno accompagnare a letto, si fanno rimboccare le lenzuola e si addormentano cullati dalla loro nenia.

Alcuni di noi, quelli un po’ più grandi, i nostri genitori o i nostri nonni, lo facevano con la televisione. La tv trasformava la poltrona in un letto improvvisato, in un giaciglio per scaricare un po’ di sonno. Mi ricordo mia madre, soprattutto le prime volte in cui mi era permesso rincasare a mezzanotte, addormentata davanti alla tv in attesa di vedermi rientrare. E, cosa buffa, quando spegnevo la tv in punta di piedi, mi sembrava di premere il tasto di un telecomando invisibile perché lei si svegliava contemporaneamente allo schermo che si spegneva!

Il sonno è un momento di abbandono, di grande fiducia. Ma il nostro cervello è sempre all’opera, sempre pronto ad ogni eventualità. Non dobbiamo caricarlo di stimoli inutili e potenzialmente dannosi al suo e nostro benessere.

Non addormentiamoci con telefoni e tablet accesi, le notifiche possono aspettare l’alba. Se usi il cellulare come una sceglia, va bene… ma almeno mettilo in modalità aereo, non permettergli di gestire anche il tuo sonno. L’ideale sarebbe allestire una piccola stazione di ricarica familiare in cui “abbandonare” tutti i dispositivi prima di andare a letto. Facendo riposare loro, riposeremo meglio anche noi.

Questo invito è anche una chiamata alla disciplina, a rispettare una parte della nostra vita importantissima poiché rappresenta un terzo della nostra esistenza. Il risveglio è un miracolo, rispettiamo anche questo momento con un sonno sereno che ci faccia aprire gli occhi con un sorriso e un senso di gratitudine.

Sogni ancora senza virus? Ecco che il titolo assume ora un altro significato. Il virus in questione non è più quello della pandemia, ma quello della tecnologia abusata che si insinua, con il nostro permesso, durante il nostro sonno scombussolando la quiete e l’ordine del nostro riposo. Il vaccino, stavolta, non è lontano mesi o anni, non necessita di sperimentazioni, non ha controindicazioni.

Proviamo a coltivare questo terreno notturno con semi che daranno fiori profumati e frutti saporiti, non miniamolo di interferenze tecnologiche che lo renderanno arido e pericoloso.

Spesso incontro persone che soffrono di lunghi periodi di insonnia proprio perché hanno abituato il cervello con usi notturni errati: mangiare e guardare un film a letto, bombardare gli occhi con giochini e video virali.

Un buon libro che concili il sonno, che accarezzi la nostra mente proiettandoci in un momento di abbandono e tranquillità. Portiamo solo lui a letto con noi. E, se abbiamo questa fortuna, addormentiamoci leggendo gli occhi della persona amata con cui possiamo condividere il mistero e la bellezza del sonno e del risveglio.

 

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